cronaca di una giornatina niente male

17 maggio 2015 di: Rosanna Pirajno

Quando nella nostra vita assai tecnologica manca la corrente elettrica, quando cioè la nostra dipendenza da tutti gli apparecchi che ci permettono di comunicare e pure lavorare mediante computer o tablet o telefono fisso, leggere e scrivere idem, ma anche banalmente cucinare perché il forno è elettrico e l’accensione dei fornelli pure, si entra in paranoia. Almeno a me è quello che è successo quando alle 10 del mattino di una giornata da dimenticare si spegne la radio, manca la linea telefonica, lo schermo del computer si annera e il lavoro resta a metà, forni e fornelli sono inutilizzabili, il frigo vuole la sua temperatura per non ammollare i surgelati, la luce è quella del sole e la casa è troppo silenziosa, troppo. Allora ti metti a telefonare come una pazza, con il telefonino ovviamente, per sapere dall’ente fornitore cosa è successo, e l’ente suddetto ti dice una cosa e alla seconda e terza e quarta chiamata te ne dice un’altra e ti rimanda da un ufficio all’altro con lunghe attese sempre al cellulare che scorre e la bolletta si gonfia, e quindi ti precipiti in capo alla città per pagare un arretrato che non si sa mai fosse quella la causa e così la corrente te la riattaccano in giornata sennò devi aspettare l’indomani, allo sportello ti dicono che non è dipeso da quello e non è neppure guasto tecnico e ti perdi di casa perché non capisci e non ricostruisci il pasticcio, non ne vieni a capo finché non arrivano in soccorso le figlie che cercano di sbrogliare la matassa digiunando allo sportello fino a pomeriggio, con scambi di telefonate sempre al cellulare per pescare memorie di bollette pagate e non, avvisi mai arrivati e contratti non firmati e io che non mi ricordo, e dopo ore di angoscia crescente finalmente capisco una cosa: non devi fidarti mai di chi al telefono ti convince a cambiare gestore, ché il mercato è libero e si può passare da un gestore ad uno più conveniente senza aggravio di costi e soprattutto senza fatica da parte tua, perché tanto pensano a tutto loro, gli uffici del nuovo gestore, a comunicare l’avvenuto passaggio e quelli vecchi se ne debbono fare una ragione.

Non ti fidare, perché la comunicazione il nuovo gestore non l’ha mai fatta ma tu intanto hai pagato le sue bollette e il vecchio, che reclama le sue, l’hai mandato a quel paese finché, questo gestore che ti dà la corrente a tua insaputa, te la stacca senza preavviso e tu cadi in paranoia perché risalire a tutto questo bordello richiede memoria che non hai più e una ricostruzione delle fasi del passaggio che si perdono tra carte malamente accatastate.

Lux fuit alle sette della sera, me lo comunica la figlia nella sala conferenze dove facevo una mia conferenzina alla Settimana delle culture perché, si sa, non ci si può fermare per una banalità come la mancanza di corrente a casa quando c’è gente che aspetta la tua palora, come si dice a Ballarò.

2 commenti su questo articolo:

  1. Marcella Geraci ha detto:

    Le “palore” sono la cosa più importante! 😀

  2. gemma ha detto:

    i miei anziani genitori quasi novantenni hanno cambiato gestore, loro malgrado, perché dei giovani tanto gentili, li hanno convinti che sarebbe staro vantaggioso….per chi? avevano la domiciliazione bancaria con il precedente ente fornitore di energia elettrica e risultavano insolventi di quattro mensilità con il nuovo. Una truffa legalizzata ai danni di persone semplici e ingenue! Ho dovuto contattare numeri verdi delle due diverse gestioni, farmi mandare via mail le bollette insolute che erano andate smarrite. Avendo la domiciliazione bancaria non si erano preoccupati di doverne fare una nuova per via del nuovo contratto. Ma che si fa così?

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