turisti a caso, nella caput mundi

15 aprile 2015 di: Clara Margani

Per le festività pasquali la città di Roma si è riempita di turisti all’inverosimile, nonostante il tempo incerto che ha alternato sole estivo e pioggia torrenziale. Turisti italiani e stranieri, che poi nei bilanci risulteranno, come sempre, essere stati pochi, in calo, mordi e fuggi, ma che agli occhi dei romani sono sembrati tanti se non troppi. Il rapporto tra l’indigeno e il forestiero a Roma di solito tende a stabilizzarsi tra una superficiale simpatia, non finalizzata ad ulteriori rapporti, e un cortese interessamento da parte di chi conosce bene le bellezze evidenti e nascoste della città e vuole condividerle con l’altro da sé. Nel secondo caso può capitare all’indigeno di voler suggerire al turista di visitare a tutti costi siti più o meno conosciuti, sconvolgendo programmi già prefissati. Al romano che si mette in questa situazione può però capitare talvolta di avere delle grosse delusioni, se il turista è intenzionato a vedere e a documentare con delle foto siti di più recente rinomanza, rispetto al Campidoglio o al Colosseo, come Palazzo Grazioli, sede romana di Berlusconi, che oscura completamente i ruderi dell’Area Sacra di Torre Argentina, che si trovano nei suoi paraggi, come Casa Pound, situata a due passi dalla basilica di Santa Maria Maggiore.

C’è poi chi nei pressi di stabilimenti cinematografici o sedi televisive chiede al romano di passaggio di indicargli dove si possono vedere i Vip, intendendo i protagonisti delle fiction e i partecipanti ai talent show; il turista in questione non si fa scrupolo poi di chiedere ulteriori indicazioni su come raggiungere altre mitiche location, dove attendere pazientemente di vedere in carne e ossa l’idolo del momento. L’orgoglio di vivere in una città dalla grande bellezza viene messo un po’ alla prova da queste esigenze del turista odierno, ma non tutto è perduto quando alle proprie spalle si sente il grido di meraviglia di una giovane donna statunitense che, davanti all’accecante biancore dell’Altare della Patria, si lascia sfuggire un “Oh, my God!” o la sconsolata riflessione di un anziano francese che dichiara alla sua compagna: “C’est vrai. Une vie ne suffit pas pour connaître cette ville”. Ma il romano non ha il tempo di montarsi la testa, perché gli capita di sentire chiaramente, mentre attraversa Piazza Navona, l’affermazione di un connazionale di sicura provenienza nordica, che decisamente dichiara: “A mè piace di più Milano”.

2 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    A proposito del Vittoriano e la vista particolarmente suggestiva salendo in ascensore alle quadrighe: piacevole esperienza da consigliare a tutti i visitatori di Roma! Si respira aria di storia mista con Roma dei nostri giorni…una volta ho portato i miei alunni in visita all’Altare della Patria, siamo saliti sulle terrazze da cui si poteva ammirare la bellezza di Roma dall’alto con dei cannocchiali sistemati allo scopo. Ricordo questa frase pronunciata con entusiasmo da un alunno: “an vedi l’Olimpico!!!”

  2. elisa ha detto:

    L’anno scorso mi è capitato come “indigena” che una coppia di turisti mi chiedesse di immortalarli con la macchina fotografica davanti alla casa di Berlusconi. Subito dopo hanno telefonato a un parente per comunicare l’emozione che avevano provato nell’essere fotografati in quel particolare luogo!

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