report desaparecidos

3 aprile 2015 di: Federica Aluzzo

Si è svolta sabato 28 marzo 2015 la conferenza sui Desaparecidos che ho organizzata a Palazzo Cefalà, sede della Consulta delle Culture, in occasione della presentazione del libro di Bice Mortillaro Da Garibaldi a Che Guevara, (Navarra edizioni), che ha voluto raccontare la storia del nipote desaparecido Ariel Mortillaro. Erano presenti, oltre alla sorella del desaparecido Freya Mortillaro, anche Il Sindaco di Palermo Prof. Leoluca Orlando, il Presidente Consulta delle Culture Adham Darawsha, l’Assessore all’immigrazione Giusto Catania, il Ministro Plenipotenziario della Repubblica Argentina in Italia Carlos Cherniak, il Sindaco di San Mauro Castelverde Mario Azzolini, il consigliere comunale Juan Catalano e Andrea Cabrera Alonso, argentina residente a Palermo. L’importanza di trattare il caso di Ariel, ha detto il Sindaco Orlando, si rifà al concetto del valore delle storie per far vivere la Storia. In tal senso la storia di Ariel desaparecido, nipote di Bice Mortillaro, il cui corpo non è stato mai ritrovato, ci riporta all’esigenza comune ai 30.000 scomparsi in Italia negli ultimi 40 anni, che accanto alla data di morte hanno un punto interrogativo, ribadendo il diritto di verità, di giustizia e il diritto di dare una degna sepoltura al corpo dei propri cari. Così come una certa analogia con i 30.000 desaparecidos si dice torturati e poi gettati in mare dagli aerei, dopo il golpe militare guidato dal generale Videla il 24 marzo 1976, si ritrova nei tanti scomparsi stranieri che oggi perdono la vita nel Mar Mediterraneo durante il viaggio per la speranza che dall’Africa li spinge in Europa attraverso la Sicilia, come ha ricordato l’Assessore Giusto Catania.

Verità piena, giustizia e memoria. Sono questi i valori comuni tra queste diverse realtà. Qualunque sia la motivazione della scomparsa si parla sempre di diritti umani negati. Diritto alla democrazia, alla libertà di espressione e di istruzione. Come ha ribadito il Ministro Carlos Cherniak, chi ha torturato deve pagare e in quello che è successo in Argentina c’è anche parte di responsabilità dell’Italia: due dei protagonisti della dittatura, l’ammiraglio Emilio Massera, membro della prima Giunta militare, e il generale Carlos Guillermo Suarez Mason, comandante della prima regione (quella di Buenos Aires), erano affiliati alla P2 di Licio Gelli. Così come il Vaticano sembra aver avuto una sua parte. Dal Presidente Pertini in poi il governo italiano ha dato piena collaborazione nella causa desaparecidos, culminata col recente impegno della Presidente Boldrini ad andare in Argentina come segno di solidarietà. Il coraggio non viene richiesto solo ai politici, ma anche ai magistrati. Ci sono circa 563 condannati per lesa umanità, 16 processi in corso ed ancora avvocati che difendono i colpevoli. Comunque la lotta per i diritti umani è diventata in Argentina politica di Stato; il livello di coscienza e la voglia di giustizia ormai è troppo alto e consolidato nella popolazione per essere ignorato dal prossimo governo. La collaborazione con il governo italiano è fondamentale affinché i diritti vengano difesi ovunque. Del resto l’Argentina è la più grande nazione italiana dopo l’Italia, come ha ricordato il Sindaco di San Mauro Castelverde Mario Azzolini che nel suo paesino ospita tanti argentini, alcuni con storie familiari di desaparecidos come quella di Vincenzo Fiore.

Visto il dramma vissuto, l’Argentina ha sviluppato delle expertise con cui l’Italia si potrebbe confrontare per supportare i familiari degli scomparsi: supporto legale; supporto psicologico convenzionato dallo Stato, antropologia forense molto qualificata, banca dati genetici (Dna di familiari) e la campagna “diritto all’identità” sviluppata per tutti i figli delle madri detenute che sono stati rapiti ed affidati a famiglie europee, che ora hanno dubbi sulla propria identità. Possono rivolgersi all’Ambasciata argentina che gli consentirà di fare un’indagine genetica di Dna da confrontare con i dati delle nonne raccolti in Argentina, senza bisogno di partire. In tal senso il Ministro Carlos Cherniak chiede al Presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando di aderire a tale campagna, così come i familiari degli scomparsi chiedono che nel sito web dell’Anci Sicilia venga dedicata una pagina agli scomparsi siciliani. Inoltre, visto che chi scompare in una città spesso non rimane nella propria terra, è necessaria una più stretta collaborazione tra gli Stati, motivo per cui è importante coinvolgere nel progetto “Scomparsi” anche la Consulta delle Culture perché tutti gli Stati insieme, ricordando la storia dei desaparecidos, possano urlare: “NUNCA MAS!”. Far crescere il livello di coscienza sociale che si oppone ad ogni forma di repressione della democrazia, è un dovere di tutti ed in particolare, delle istituzioni.

2 commenti su questo articolo:

  1. Ornella Papitto ha detto:

    … e di ognuno di noi, ogni ora, ogni giorno.

  2. lucia ha detto:

    Recentemente Papa Francesco ha accolto le Nonne che hanno avuto la fortuna di riabbracciare i propri nipoti.. dimostrando di essere vicino alle Madres e alla tragedia vissuta nel suo stesso paese.. un abbraccio simbolico, carico di significato.

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