nel crepuscolo

8 febbraio 2015 di: Francesca Traìna

Nel crepuscolo invernale pochi passeri saltellano tra i rami nella vaghezza del viaggio che si approssima.

Vi sono quattro alberi sotto il mio balcone ed è uno sfarzo per gli occhi frequentatori d’uno spazio per nidi.

Il silenzio non avanza con la sera perché la musica assordante occupa le piazze. Persino gli alberi sono smarriti nel tempo senza ciclo di giorni e di notti.

A stento si distingue il cielo. Le stelle sembrano di latta come il taglio di luna sospeso sull’antenna parabolica.

Questa non è bellezza.

È svuotamento di sé.

È umanità dispersa nei campi di una estrema virtualità dove si respira senza vivere.

È l’ombra di ciò che fummo prima che uno schermo piatto sostituisse il cielo; prima che il nero sostituisse la vasta azzurrità della notte;

prima che l’infinito finisse addosso all’ultimo lampione. Ovunque luci false, smerigliate e intermittenti abbacinano gli occhi.

Ha nome e storia ciò che vedo e sento perché nel cuore custodisco un’altra Palermo.

Provo a rendere leggera la memoria mandando via una parte di ricordi, ma sono chiodi piantati con tenacia. Reggono i fili d’una continuità indivisa tra mente e cuore.

Fili devoti, fedeli.

Testimoni muti rimasti sulla scena: immobili.

3 commenti su questo articolo:

  1. Renata ha detto:

    Una scrittura poetica che cattura l’interesse di chi legge. Bella e delicata descrizione. Complimenti.

  2. Guido ha detto:

    Ti leggo sempre con piacere. Le tue parole interpellano sul senso della vita e su come, non sempre, sapppiamo viverla.

  3. giuseppe la rosa ha detto:

    complimenti per la poesia che interpreta in maniera molto soave e delicata gli attuali paesaggi invernali.

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