il bisogno di sesso riguarda uomini e donne

16 febbraio 2015 di: Alessandra Bocchetti

L’idea di dedicare alcune strade della capitale alla compravendita del sesso, mi ha sgradevolmente colpito, così come l’idea più generale di regolamentare la prostituzione con tanto di elenchi depositati alla Camera di Commercio e ricevute fiscali. Abbiamo una legge che proibisce il favoreggiamento della prostituzione, l’adescamento, la compravendita dei corpi, questo dovrebbe bastare. A chi ci dice che è un problema di ordine pubblico rispondo semplicemente che la legge va rispettata.

A chi ci dice che è un bisogno naturale forte che si deve soddisfare, rispondo che sono contraria a considerare la sessualità maschile al di sopra delle leggi. Il bisogno di sesso è una realtà che riguarda uomini e donne, senza che questo debba produrre scandalo, sottomissione, schiavitù e perdita di dignità. I corpi non si comprano e non si vendono, chi lo fa lo fa per un gioco perverso, dato che oggi c’è libertà sessuale di tutti, o per avidità di denaro e mi rincresce pensare che questo gioco continui a cercare autorizzazioni pubbliche. Disgraziati e disgraziate invece sono coloro che lo fanno per poter sopravvivere, per mangiare e dar da mangiare o per paura. Di questo e non di altro lo Stato si dovrebbe preoccupare.

A chi ci dice che questo “ordine” nella prostituzione può contrastare la tratta degli esseri umani e la schiavitù, rispondo che tra i servizi segreti, polizia internazionale e polizia di casa nostra, tratta e schiavitù potrebbero essere eliminate in poco tempo se solo lo si volesse veramente. Non è così. E’ questo il vero problema da affrontare: la grande autorizzazione e connivenza che, implicite e esplicite, fanno vivere la prostituzione.

2 commenti su questo articolo:

  1. Adele ha detto:

    Condivido totalmente quanto ha scritto Alessandra Bocchetti.

  2. Ina ha detto:

    è vero che ci sono tanti problemi con la guerra che incombe, ma trattare questo argomento è importante. Sono d’accordo con la Bocchetti, anzi la ringrazio per questa riflessione.

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