lo stato scandaloso di un patrimonio librario

2 gennaio 2015 di: Antonina Alberti

Alcuni giorni fa mi è capitato di visitare la cittadina di Mistretta, un’antica cittadina a 950 m. sui Nebrodi, piena di chiese e palazzi rinascimentali e barocchi. Andavo a prendere un libro che solo la biblioteca comunale di Mistretta, in tutta la provincia di Messina, possedeva. La sede della biblioteca comunale è adesso il palazzo Mastrogiovanni Tasca, di recente restaurato, e lì un’impiegata della biblioteca, contenta di quella visita inaspettata, ha voluto mostrarmi tutta la biblioteca. In sale spaziose e ben riscaldate c’erano sistemati i libri di narrativa moderna, i classici, i libri di storia, che una volta gli studenti venivano a prendere in prestito, ma che adesso pochi lettori vengono a richiedere.

A Mistretta, infatti, mi diceva l’impiegata, tutte le scuole secondarie sono state chiuse per mancanza di alunni, comprese le scuole professionali. Resiste solo un liceo classico, che quest’anno aveva qualcosa come cinque o sette studenti. Poi l’impiegata mi ha accompagnato negli scantinati del palazzo, e lì in stanze fredde e umide ho visto dei grandi armadi di ferro che contenevano, ammassati alla rinfusa, una collezione imponente di cinquecentine (libri pubblicati nel ‘500) e di incunaboli provenienti dalle biblioteche dei conventi e dei monasteri vicini. Mi si è stretto il cuore. Quei preziosi volumi, lasciati lì a marcire, sono destinati ad essere presto distrutti dall’umidità. Libri di quel valore in una biblioteca come la Nazionale di Firenze sarebbero stati custoditi con religiosa cura. E invece in Sicilia nessuno sa della loro esistenza e nessuno può consultarli. E presto diventeranno illeggibili. Ho detto all’impiegata che mi accompagnava che quei libri si sarebbero rovinati in quei locali. E l’impiegata ha convenuto, mi ha detto che dove erano prima stavano meglio, ma mi ha fatto capire che non c’era niente da fare.

Mi auguro che la rivista Mezzocielo, e altri giornali e biblioteche siciliane interessate alla tutela dei beni culturali siciliani, denuncino questo stato di cose e interessino le autorità competenti affinché questi preziosi volumi vengano sistemati in modo adeguato in una della numerose sale restaurate del palazzo, vengano catalogati on line e messi a disposizione degli studiosi per la consultazione. Credo che il Comune di Mistretta, oltre ad essere responsabile dei beni culturali che possiede, ne trarrebbe anche un vantaggio economico dal punto di vista dell’affluenza dei visitatori.

1 commento su questo articolo:

  1. Rita ha detto:

    il problema delle biblioteche é purtroppo nazionale, e anche se giovni studenti segnalano la necessità di un servizio
    migliore (la biblioteca di Villa Trabia a Palermo é aperta solo fino alle 14) nulla cambia, in termini di risposta ammini-
    strativa. Dobbiamo insistere, prima che la nostra eredità culturale venga distrutta.

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