Orrori di fine anno

10 dicembre 2014 di: Simona Mafai

No, non possiamo avviarci a festeggiare Natale e Capodanno con la serenità e  la manciata di ottimismo che l’attesa dell’anno nuovo  richiede. Dimenticati per un momento,  per quanto possibile, i naufragi  nel Mediterraneo e le stragi in Siria; rinviate per qualche giorno in fondo alla memoria le immagini dei tagliatori di teste  dello Stato Islamico; siamo  oggi investiti e sconvolti dalle rivelazioni sulle orride torture operate  per anni dalla CIA (il rapporto di denuncia è stato letto al  Senato americano dalla senatrice   democratica Dianne Feinstein  presidente della Commissione di vigilanza sui servizi segreti);  mentre gli scandali di “mafia-capitale” hanno messo in luce quanto si sia mangiato sui fondi pubblici destinati  ai richiedenti asilo e agli zingari.  Buonismo a go-go, per nascondere furti e rapine personali; appalti fasulli a man bassa;  trasferimenti di danaro all’estero;  amministratori corrotti a tutti i livelli  (molti a stipendio fisso): un sistema capeggiato da un ex fascista e da un ex detenuto, in amorevole associazione di stampo mafioso.

Siamo addolorati, amareggiati,  disgustati. No,non voglio dire “disperati”. Perché una fiammella di speranza ci deve sempre restare .

Che questa fiammella ci illumini nei prossimi giorni di festa – a fianco ai bambini che spacchettano i regali attorno all’albero, e che devono pur credere (loro!) che domani il mondo andrà meglio. Perché quello sarà il loro mondo.

Ma non andrà meglio da solo. Certo, Obama ha garantito “che non useremo mai più quei metodi”. Certo,  a Roma ci sono state decine e decine di arresti,  e sono state quasi raddoppiate le pene per corrotti e corruttori. Ma occorrono anche il lavoro e l’impegno nostro, di noi “gente comune”.  Ed anche l’intelligenza, l’acutezza, direi pure la furbizia – intesa  come  barriera a una troppo comoda ingenuità. Fare attenzione a ciò che ci avviene intorno; denunciare implacabilmente le illegalità; controllare l’esito delle denunce. Cose che forse, stanchi e piegati da esperienze negative, abbiamo fatto troppo poco o troppo debolmente nel passato.

In conclusione: finisce un anno che bello non è stato.

Auguri per il 2015., Che sia un anno di pace, di giustizia, di onestà!

1 commento su questo articolo:

  1. Marina ha detto:

    E che non dimentichiamo mai la massima gramsciana: pessimismo della ragione, ottimismo della volontà

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