il delfino sotto la volta

26 dicembre 2014 di: Clara Margani

Santa Maria dell’Anima, una delle chiese più spettacolari di Roma per la sua peculiarità di essere contemporaneamente gotica e barocca, accoglie saltuariamente concerti di musica classica di vario genere. E’ stato questo il caso del bellissimo concerto di musica tardo rinascimentale, con cui è stata documentata la presenza a Roma di autori spagnoli, ospiti della corte papale e diventati alcuni anche direttori della Cappella Sistina. Argomento del concerto: l’attesa, la nascita e il giubilo per la venuta di Gesù.
Strumenti del tempo e tre cantori; il pubblico quello consueto dei concerti di nicchia, ma vista la vicinanza di Piazza Navona anche qualche spettatore anomalo e incuriosito, con a seguito bambini reduci dal passaggio alle bancarelle della famosa piazza, quest’anno in sottotono per la decisione di autorizzare solo bancarelle tradizionali e dare spazio a suoni e luci.
Una certa perplessità dunque degli spettatori musicologi per la presenza di un bambino con un enorme palloncino a forma di delfino con gli stessi colori della cappella laterale, la cui volta raggiunge l’altezza del soffitto della navata centrale.
Ed ecco, accade che il delfino-palloncino, attirato dal colore azzurro marino delle decorazioni della volta, sfugge dalla mano del bambino e sale lentamente ma inesorabilmente verso di essa, mentre il controtenore e il flauto si producono in un gorgheggio fiorito di accompagnamento. Il bambino stranamente non piange e non si dispera, con il visetto all’insù segue il viaggio del suo delfino verso l’alto e scopre un cielo azzurro con intersezioni stellate che sovrasta un affresco, dove una Madonna tende la mano verso l’alto nella sua assunzione in cielo. Il corpo femminile sembra torcersi inspiegabilmente verso il palloncino quasi nell’atto di afferrarlo.
Il bambino, completamente rassicurato per il fatto che qualcuno in quella volta potrà utilizzare il suo giocattolo perduto, resta con la testina rivolta in su mentre le voci e gli strumenti lo cullano in questa speranza. Il testo del brano musicale parla della gioia di una madre per la nascita di suo figlio, per il suo primo sguardo, per il suo primo sorriso. Cullato dalla musica di Francisco Soto de Langa il bambino si addormenta, mentre il suo delfino volante arrivato a destinazione gode nel confondersi con i colori di un cielo che sembra un mare, sfuggente ed inafferrabile come il miracolo dell’armonia perfetta tra arte e musica.

4 commenti su questo articolo:

  1. Gemma ha detto:

    Poesia pura

  2. Maria Vittoria ha detto:

    Anch’io in questo periodo ho assistito ad un concerto di musica sacra in una bellissima chiesa della mia città ed è vero, come dice Clara nel suo articolo, che l’arte e la musica si fondono felicemente e miracolosamente, basta lasciarsi andare al fascino di entrambe.

  3. Floriana ha detto:

    I bambini con o senza palloncini devono essere avvicinati alla musica “seria” fin dalla più tenera età perchè così ne saranno affascinati per tutta la vita.

  4. grazia ha detto:

    Clara è riuscita a creare con poche parole un racconto immaginifico
    complimenti!

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