resoconto di una giornata agostana

10 agosto 2014 di: Rosanna Pirajno

Domenica 10 agosto all’imbrunire, constato che: la temperatura che ha raggiunto i 35° è ancora elevata anche qui al mare, mi ha affaticato pure andarci e trovo refrigerio nell’angolino est della casa dove mi conso l’altarino con gli ammennicoli del pomeriggio, computer chiavetta radio the occhiali fotocamera cellulare carta e penna; stasera si vedrà più grande del solito la circonferenza della luna che sarà piena e vicinissima, si fa per dire perché dista solo 356.896 km, al pianeta terra; alla vicina è scappato il boxer che viene a farmi visita, mi preoccupo di quanto è grande e grosso e lei mi rassicura, è buono e mansueto, dice, e si passa a chiacchierare del tempo che per lei del piovoso nord è magnifico, del luogo, che per lei di città come me è stupefacente che si possano lasciare le case aperte e nessuno che ti entri a rubare; non sono scesa in paese a comprare il quotidiano e un poco mi dispiace ma poi penso meglio così che non faccio sangue marcio, del resto già la radio mi ha informato che quelli a Gaza e in tutti i posti del medio oriente comandati da uomini barbuti che non gliene frega niente delle donne e dei bambini e dei vecchi e delle case e delle cose d’arte e neppure della religione per la quale si scannano, continuano appunto a scannarsi e a scannare; che nella magnifica località della Scala dei Turchi nell’agrigentino, l’ente locale ha autorizzato una lottizzazione per villettopoli strafiga e la magistratura l’ha bloccata, e non si sa se rallegrarsi per la seconda che hai detto o bestemmiare come un turco per l’ignoranza e il cinismo degli amministratori che dilapidano i tesori di famiglia come niente; la finanziaria della regione siciliana taglia fondi a piene mani, ma non agli stipendifici di cui è munificissima erogatrice, no, taglia alle riserve naturali gestite da università e associazioni ambientaliste tanto che ce ne facciamo di tutto ‘sto verde, devono aver pensato, che in estate lo accendono apposta e non abbiamo da pagare né forestali né canadair; sempre la regione siciliana taglia fondi alla cultura, e a chi sennò, e molte istituzioni sono già chiuse e altre in affanno e il rischio che muoia pure la biblioteca dell’Istituto Gramsci, presidio efficientissimo di una città in affanno, è realissimo e incombente.

Basta qui, perora finis, sono in solitario e non debbo andare da nessuna parte, eppure mi sono agghindata di tutto punto perché, come sostengo con sprezzo del pericolo, la morte dovesse venire all’improvviso, deve cogliermi viva.

(foto Scala dei Turchi di Andretti)

1 commento su questo articolo:

  1. francesca ha detto:

    Un bellissimo, suggestivo resoconto dei luoghi fisici e dell’anima. Brava Rosanna!!

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