ferragosto addio

15 agosto 2014 di: Silvana Fernandez

Eccoci a Ferragosto, giorno che fin dall’antica Roma aveva grande importanza nei festeggiamenti dell’estate. Ora tutta l’estate, fra movida dei giovani, bancarelle di melone, discoteche improvvisate e no, collanine, radioline dei venditori abusivi o no è sempre più una festa popolare. Il nostro clima ci aiuta, la nostra tendenza all’urlo e al chiasso pure. Ormai spiaggia o scogliere sono luoghi diversi da quelli della nostra infanzia, da quelli decantati dai poeti e dai sofisticati cantautori.

In estate io vivo vicino al mare e di questo vociare estivo, del rumore dei motoscafi, del rombo delle aggressive barche più grosse me ne sono fatta una ragione, solo la notte a volte porta tranquillità. Ma paradossalmente il ferragosto è più silenzioso degli altri giorni. Il ferragosto è una festa che comporta una gita, un viaggio anche breve. Questa tradizione è ereditata dal periodo fascista in cui venivano istituiti treni speciali Napoli–Portici, Roma–Ostia. Infatti salire su un treno allunga un percorso, fa sentire subito di essere altrove. Forse per questa eredità di usi, a Ferragosto, restare nella propria sede sembra quasi un disonore.

E allora dato che il luogo dove abito è troppo vicino alla città e al paese non vale come gita né, tantomeno, come piccolo viaggio, tutti via oltre il nostro porticciolo. Il ferragosto chiassoso diventa una giornata normale quasi settembrina. Forse per questo ogni volta io penso che ci siamo lasciati l’estate alle spalle anche se il mare è calmissimo e non vi è nessun presagio di nuvole. Prima, quando le stagioni erano prevedibili si diceva che agosto era capo d’inverno. Abbiamo ora ottobrate estive, settembre piovosi ma a me sembra sempre che il 15 agosto segni la fine di un periodo e sia l’ultimo esodo, fra due o tre settimane al massimo tutti a casa.

Mi vengono in mente più auguri per un inizio d’inverno senza crisi, senza bombe in nessuna parte del mondo, piuttosto che gli ovvi buon bagno buone vacanze! Sì, è vero, tutti sono ancora in gita, in viaggio e in capitali estere, ma io davanti al mare finalmente “normale” penso ad un inverno prossimo anche se lontano. L’onda batte quieta fra gli scogli ed io al sole penso già quando pioverà. Buon fine estate, buon autunno, buon inverno  e, perché no, buona primavera a tutti.

1 commento su questo articolo:

  1. rita ha detto:

    Pero’ la serenita’ che sgorga dal tuo articolo e’ tutta augustea .

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