il progetto verità per gli scomparsi

4 luglio 2014 di: Maria Grazia Colletta

La redazione di Mezzocialo, da tempo sensibile ed attenta al grave fenomeno delle persone scomparse, sostiene PROGETTO VERITA’ il disegno di legge di iniziativa popolare che – sulla scorta dell’Art.31 dello Statuto Autonomo Siciliano – chiede agli organi competenti la costituzione di un NUCLEO INVESTIGATIVO SPECIALE SICILIANO atto allo svolgimento di indagini mirate. Al fine di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica abbiamo voluto dare spazio alle famiglie, perché raccontino i fatti così come li hanno vissuti. Oggi scrive della scomparsa di Salvatore Colletta la sorella minore Maria Grazia, non ancora nata al momento della drammatica vicenda.

Salvatore Colletta nasce a Casteldaccia (Pa) il 5 dicembre 1976. Primo di cinque figli di un’umile famiglia di provincia, sarà educato dal padre muratore e dalla madre casalinga ad una vita semplice che lo vede crescere timido e riservato; appassionato di calcio trascorreva il tempo libero giocando a pallone e tifando per la squadra del cuore. Salvatore scomparirà insieme a Mariano Farina il 31 marzo 1992, lasciando fratelli e genitori un uno stato di angoscia e di profondo dolore. I rapporti con tutti i componenti della famiglia erano ottimi e mai aveva tradito l’intenzione di voler fuggire da casa. Dopo la scomparsa l’informazione pubblica diede notizie false raccontando che quel giorno Salvatore aveva marinato la scuola e che una forte amicizia lo legava a Mariano. Nulla di tutto ciò, quel giorno Salvatore era a casa insieme alla madre e la paventata amicizia con Mariano Farina era – nella realtà – una semplice conoscenza. Le ricerche non furono avviate immediatamente né correttamente, ma eseguite in modo superficiale sulla base delle indicazioni fornite da Giovanni Montalto che riferì di aver lasciato Salvatore in contrada Gelso insieme a Mariano. La famiglia Colletta si attivò la sera stessa nella ricerca del figlio andando avanti fino a notte inoltrata, sprovvisti di mezzi adeguati ed in assenza delle forze dell’ordine. Si sa che Mariano, circa due settimane prima della scomparsa, aveva prospettato a Ciro Colletta, fratello minore di Salvatore, l’idea di “fuggire” all’insaputa dei rispettivi genitori motivandolo con il forte bisogno di voler cambiare aria. Ciro rifiutò seccamente e le intenzioni di Mariano arrivarono alle orecchie del padre di Mariano, che le ritenne semplicemente “idee da bambini … nulla di preoccupante”. Non fu così… Mariano convinse Salvatore ad organizzare un pic-nic in contrada Gelso, presso la SS 113, per far ritorno a fine giornata e invece non fecero più ritorno. Ad avvalorare ciò, la testimonianza della titolare di un mini market che afferma di aver venduto dei succhi di frutta e dei mottini ai ragazzini, addebitandone l’importo sul conto della nonna di Mariano e, successivamente, il ritrovamento da parte dei carabinieri dei resti delle confezioni all’interno di una delle ville prospicienti la spiaggia in cui i due ragazzini avrebbero fatto il picnic. Si è pure pensato ad una pista mafiosa poiché, appartenendo alcuni villini di Contrada Gelso a clan mafiosi, se mai i ragazzi avessero visto ciò che non dovevano vedere questi non avrebbero esitato a far loro del male.

Questa ipotesi verrà smentita circa 15 giorni dopo la scomparsa, quando la famiglia Colletta si recherà in prossimità della SS 113 per chiedere informazioni lavorative presso un cantiere edile. La signora Carmela, che si trovava sull’auto insieme al figlio Ciro, vedrà Mariano uscire dal cancello di uno dei villini che trovasi in prossimità del comune di S.Nicola: indossava uno zaino con raffigurato un pallone da calcio, descrizione confermata in seguito dal papà di Mariano. Il ragazzo li guardò, ma non ebbero il tempo di uscire dall’auto che di Mariano non c’era più traccia e tutte le ricerche, con l’aiuto degli operai del cantiere, furono inutili.

Tanti credettero ad un’allucinazione di mamma Carmela che dice: «se avessi avuto un’ allucinazione avrei visto mio figlio e non Mariano .. e poi, come potevo sapere quali indumenti e quale zaino indossava, confermati dal padre?». A tutt’oggi la famiglia Colletta si chiede perché Mariano fosse solo e non in compagnia di Salvatore.

Nei mesi successivi vi furono parecchie segnalazioni ma, dal momento in cui la famiglia Farina si trasferisce in America, queste subiscono una battuta d’arresto e si verificano solo sgradevoli atti di sciacallaggio. Ora ci appelliamo alle istituzioni e raccogliamo firme al fine di creare un nucleo investigativo speciale, che agisca istantaneamente e rapidamente dinanzi ai casi di scomparsa e con strumenti più efficaci, chiamando PROGETTO VERITÀ lo strumento con cui possono agire le famiglie degli scomparsi unite in un’unica, grande famiglia i cui componenti si danno conforto e consolazione a vicenda e agiscono insieme.

6 commenti su questo articolo:

  1. Gemma ha detto:

    Se in questo momento di caos si riuscisse ad avere una normativa che faccia almeno procedere con sveltezza nelle prime ore della scomparsa sarebbe una buona cosa, sarebbe un passo di civiltà, In bocca al lupo a tutti.

  2. sonia rassi ha detto:

    La coscienza sociale l’ha formata a noi italiani Chi l’ha visto, bene ma ora si è formata ed allora non si può tornare indietro dove sono finiti tutti questi bambini e anche i grandi?

  3. Alba Gentile ha detto:

    In Italia che l’associazione istituita faccia tanto ed ha una sua metodologia è ormai noto rendiamo nota anche questa associazione della Sicilia.

  4. rossella accardo ha detto:

    La Sicilia si Riscatta … LA SICILIA SANA CHE PENSA E CHE HA DETTO BASTA ! Troppe persone sono uscite da casa e non hanno fatto più ritorno. Cos’è successo? Sono andati via per scelta? Sono stati rapiti? Sono stati assassinati ? … sicuramente non sono stati portati via, al Nostro Amore ed alle Nostre esistenze, dagli Alieni!
    In quanto dotata di STATUTO AUTONOMO, la Sicilia… il POPOLO SICILIANO – con riferimento all’art. 12 – è in grado di presentare dei disegni di legge d’iniziativa popolare .
    E’ QUESTO STIAMO FACENDO ! Vogliamo semplicemente far valere i Nostri Diritti in quanto l’art. 31 dello Statuto riconosce nel Presidente della Regione il ruolo di Capo delle Forze dell’Ordine ed in Sicilia è tempo di PORRE IN ESSERE UNA TASK FORCE CHE DIVENTI IL VERO MOMENTO D’INDAGINE CHE POSSA ANCHE FARE ANTIMAFIA.
    Dalla Nostra Terra parte un PROGETTO PILOTA che verrà “esportato” in Italia, in Europa … e ovunque necessiti l’affermazione della Verità per la Giustizia Giusta.

  5. Alfonso ha detto:

    Ne sento parlare da tempo si realizzerà questa volta?

  6. FEDERICA ALUZZO ha detto:

    Sono stata incaricata dal Presidente del Consiglio Comunale di Palermo di seguire il progetto Verità e lo sto facendo con tutto l’amore che posso perchè lo sento e ne condivido gli obiettivi. Ci stiamo muovendo a 360 gradi tra comune, Anci Sicilia e Regione.. solo tutti insieme ed unendo le forze possiamo migliorare e rendere più efficaci le ricerche degli scomparsi. Ringrazio a nome del Comune di Palermo Mezzocielo per la disponibilità dimostrata a sposare il progetto e dare visibilità agli scomparsi.. il ruolo dei media in tal senso è fondamentale. Grazie!

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