18. Mangiarsi i propri figli

10 luglio 2014 di: simona mafai

Certo, noi abbiamo i nostri problemi; ed alcuni molto gravi: l’immigrazione incontrollabile, le vittime del mare, la disoccupazione,  la corruzione, ecc. . ma non possiamo distogliere il capo da ciò che sta avvenendo a relativamente poca distanza da noi, con episodi di quotidiano orrore e autentici rischi di guerra.

Parlo di Israele-Palestina. Sono stati compiuti atti d’inaudita  crudeltà (tre ragazzi ebrei rapiti ed uccisi, e per ritorsione un ragazzo arabo dato alle fiamme). Episodi che ci riportano non al mondo animale, che sconosce tali  vendette, ma ai prodromi della storia umana. Età della pietra? Forse, ed anche prima …E questo avviene vicino a noi, in una terra che possiamo considerare quasi Europa. Avviene dopo due orrende guerre mondiali che abbiamo sviscerato e condannato, avviene dopo miliardi di parole, discorsi, deliberazioni dette e ascoltate contro la violenza e in difesa dei diritti umani; dopo che si è pur sperato che dalle macerie orribili del passato, si cominciasse a intravedere – almeno in questa parte del mondo – l’alba di una umanità pacificata…

Invece si alzano in aria i droni senza guida che uccidono intere famiglie; si risponde con raid di missili che colpiscono alla cieca; si mobilitano riservisti, si  minacciano invasioni territoriali … Ci auguriamo, con tutte le nostre forze, che si trovi la strada  per evitare che, di escalation in escalation, esploda una guerra, un’altra vera guerra, con il conseguente fiume di morti.

Dopo tanti anni, le ragioni, dell’una e dell’altra parte, dovrebbero essere riconsiderate, ridotte, anche  parzialmente  accantonate:  in nome della pace.

Sono convinta che un giorno (chissà quando) si giungerà a una intesa pacifica  tra i due popoli che risiedono in Israele-Palestina . Perché le guerre, prima o poi,  finiscono. E quando sono finite si guarda al passato con recriminazione e rimorsi. Tramontata la guerra, salutata la pace, Israele e Palestina dovranno piangere le  generazioni dei loro giovani privati del futuro, costretti  a vivere nella paura, in attesa di una morte da dare o da ricevere. Si condanneranno allora l’insipienza e la colpevolezza dei governanti dell’una e dell’altra parte, che alzarono muri, che scavarono tunnel per rifornirsi di armi, che ,  si arroccarono – con inutile orgoglio – attorno ad antiche ed esauste concezioni di patriottismo, grandezza nazionale, onore. Davanti alle tombe,  che si saranno moltiplicate a dismisura, qualcuno saprà dire loro quello che ci sentiamo di dire già oggi : “Vi siete mangiati i vostri figli?”

2 commenti su questo articolo:

  1. Aldo Torre ha detto:

    La Mafai non si smentisce è un’ottimo articolo che da a Cesare quello che è di Cesare, anche se traballante,in questo secolo resta la figura di un Cesare, come quella di un Dio misericordioso. Non basta uno statista per fare uno stato come non basta un papa che mangia con gli operai per ricominciare a credere.

  2. Nadia ha detto:

    Simona Mafai dimostra una lucidità unica in questo terribile scannarsi di due popoli che preferiscono che muoia il figlio purchè muoia anche il nemico.

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