mentalità criminale e mente malata

27 giugno 2014 di: Ornella Papitto

All’apparenza potrebbero avere molto in comune ma, per me, non è così. Una mente malata è una mente che ha subìto una malattia. Il pensiero che si blocca, la vita che si blocca con un futuro di sofferenze e di chiusure. Nulla è più come prima. La rottura avviene dentro di sé e intorno a sé. La famiglia, sconvolta da tanta sofferenza, a sua volta subisce la sofferenza. Per chi si ammala c’è poca comprensione e spesso, solo paura e diffidenza. E solitudine. Al contrario, una mentalità criminale si nutre bene, in una società dove ormai “tutto è pensabile” e quindi “tutto è possibile”.

La parola “etica” ha perso la forza intrinseca ed è stata svuotata e sostituita da una morale sociale, al limite dell’immoralità e dell’amoralità. Tutto è concesso, tutto è consentito. Tranne l’assunzione di responsabilità delle proprie azioni. Le conseguenze le paga l’innocente, la vittima ma non il carnefice. La mentalità criminale è quella che cancella, che elimina chi viene individuato come ostacolo o alla propria felicità o al raggiungimento del proprio scopo, mentre una mentalità non criminale adotta altri comportamenti: evita l’ostacolo, lo aggira, e ancora più sano, quando lo affronta. Un marito e un padre che elimina fisicamente le persone che avrebbe dovuto proteggere e amare non è un malato di mente, è un criminale lucido e paziente. Chissà da quanto tempo meditava l’atto finale che, secondo la sua mente ottusa, avrebbe potuto cambiare in meglio la sua sorte amorosa.

Ecco la combinazione micidiale: l’egoismo e l’ottusità che si incontrano. La nostra è una società egoista e ottusa, generatrice di una mentalità criminale, di un sistema economico cannibale, dove la pietas, nel senso di “misericordia”, è diventata sinonimo di debolezza, di difetto e non un indicatore di menti sensibili, di sentimenti umani. Il personalismo ha sostituito il protagonismo. Il tradimento ha sostituito la fedeltà. L’inganno ha sostituito la lealtà. Così si può tradire una persona, la si può ingannare in nome della salvaguardia della propria individualità e fargli credere che sia padre di due gemelli. Aberrazioni sociali che hanno radici lontane. Nella mancanza di coraggio, nell’incapacità di assumersi le responsabilità e pagare, in prima persona, le conseguenze delle proprie azioni.

3 commenti su questo articolo:

  1. rita ha detto:

    dopo vent’anni di distorsioni linguistiche e mediatiche, cosa ci si può aspettare se non il degrado socio-culturale?
    E chissà quanto dovremo patire, prima che l’inversione di tendenza si radichi nella coscienza collettiva.

  2. silvana ha detto:

    Cara Ornella quest’articolo chiarisce tante cose che ognuno dovrebbe sapere ma in questo pasticcio di mondo o facciamo finta di ignorare o purtroppo ignoriamo davvero,Per te un brava!

  3. giovanna ha detto:

    Un ottimo articolo per una società pessima e corrotta. Spero lo leggano in tanti.

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