dieci minuti spesi bene con Chiara Gamberale

26 giugno 2014 di: Anna Trapani

«In ogni essere umano esistono facoltà latenti attraverso le quali egli può giungere alla conoscenza del mondo». Questa frase di Rudolf Steiner accoglie il lettore del nuovo romanzo di Chiara Gamberale Per dieci minuti, edito da Feltrinelli. E raccoglie in sé tutto il senso del libro. Infatti la vicenda che l’autrice racconta potrebbe a prima vista sembrare banale se non addirittura scontata, invece è una ricerca nel profondo delle capacità umane. La Gamberale, giovane autrice non nuova a libri di successo, basti citare Una vita sottile con cui ha esordito nel 1999, Le luci nelle case degli altri, Quattro etti d’amore, grazie, pone l’accento sul cambiamento difficile da accettare che la protagonista si trova a vivere quando il marito la lascia all’improvviso, perde il lavoro a favore di una ragazza saltata fuori da uno dei tanti reality, ed è costretta ad abitare a Roma, città che non ama, lontano dal paesino dove è nata e viveva con il marito vicino ai suoi genitori. Rivolgendosi ad una psicologa si ritrova a compiere una sorta di gioco: fare ogni giorno per un mese una cosa mai fatta prima per almeno dieci minuti. Così la vediamo cimentarsi con la preparazione di un dolce, lei mai stata ai fornelli; rubare un oggetto da un negozio; camminare per strada all’indietro e accorgersi con stupore che nessuno la guarda come fosse una pazza; fare scuola guida con il marito intanto rifattosi vivo e che le propone un accordo quanto meno bizzarro per vivere di nuovo insieme; parlare con la madre della sua vita, dei suoi interessi e capire che non aveva mai parlato veramente con la madre di cui sconosce tanti aspetti. Il cambiamento spaventa e comporta sempre trasformazioni in noi ma è necessario prenderne atto come alla fine farà Chiara, protagonista omonima della scrittrice, che si ritroverà con una vita piena e soddisfacente proprio quando credeva di aver perso tutto. Lo stile chiaro e originale della Gamberale porta il lettore a seguire con crescente interesse le vicende della sua protagonista per vari aspetti simile all’autrice pur non potendosi parlare di racconto autobiografico: è piuttosto un gioco nel gioco che l’autrice propone al lettore. A proposito di gioco: ricordate una giovane Chiara Gamberale a fianco di Luciano Rispoli condurre alla Rai la trasmissione “Parola mia”? Adesso andate in libreria, comprate il romanzo, apritelo e cominciate la lettura: vedrete che rimarrete a leggere ben più di dieci minuti!

2 commenti su questo articolo:

  1. Ester Colli ha detto:

    Trovo la Gamberale a me piace molto e vederla recensita mi ha dato quasi un emozione, è per me già fra le migliori spero che gli apprezzamenti su di lei continuino

  2. Agnese ha detto:

    il libro mi è piaciuto tanto e trovarlo qua recensito mi ha fatto piacere, un bravo ad Anna Trapani chescrive con garbo ma incisivamente

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