Franca Viola, emblema di una società dell’apparenza?

30 aprile 2014 di: Stefania Di Filippo

In un’aula universitaria, un Professore di Giurisprudenza parlando di come la Legge Italiana sia cambiata nel tempo, pronuncia frasi come “Matrimionio riparatore”, “Delitto d’Onore”, parole che sembrano riguardare un passato lontano, che non mi tocca, che non ci tocca. Tra una spiegazione penale e l’altra fa un nome, un nome che non sapevo mi avrebbe aperto gli occhi su una realtà a me così vicina ma sconosciuta, fa il nome di Franca Viola. Franca Viola è una donna alcamese che esattamente quarantanove anni fa ha rifiutato di sposare colui il quale l’aveva rapita e violentata, facendosi aiutare da altri 12 ragazzi, andando, quindi, contro l’idea diffusa ed accettata, tra l’altro pure dallo stato italiano (La legge che consentiva il matrimonio riparatore è stata abrogata SOLO nel 1981), per la quale una donna non più vergine è una donna disonorata, una scostumata che nessuno sposerà mai. La cosa che più mi ha sconcertata è stata quella di capire quanto arretrato potesse essere il nostro paese e quanto tempo ha fatto passare prima di poter legittimare la libertà di ogni individuo e di proteggere, soprattutto, la dignità della persona e non dell’opinione pubblica. Credevo che l’Italia fosse un paese basato solo sulle apparenze e che questo fosse solo un problema odierno, dopo aver conosciuto questa storia ho capito che il tenere all’apparenza non è un problema del nostro secolo ma un retaggio culturale che ci portiamo dietro dal nostro passato, da un passato che per cambiare ha avuto bisogno di donne come Franca Viola, di una donna che ha detto NO, che ha avuto il coraggio di essere ciò che voleva e non ciò che volevano fosse, che si è ribellata ad una convenzione sociale sbagliata anche se le ha creato non pochi problemi, una donna della quale non si conosce molto la storia, una donna della quale ho dovuto conoscere le battaglie e le sofferenze a 22 anni e di questo me ne dispiaccio, perché viviamo in un paese senza conoscerne le origini e le leggi, perché manchiamo di coscienza civile, perché da piccoli nessuno ci insegna che se conosci le leggi del paese in cui abiti conoscerai anche i modi per difenderti dalle ingiustizie dell’uomo.

1 commento su questo articolo:

  1. Giuliana ha detto:

    Questo articolo fa pensare che dobbiamo ricordare,ricordare chi ha segnato una tappa nella storia delle donne, perché alle ragazze sembra tutto lontano, forse di secoli prima, infatti Stefania è una diciottenne che si sorprende nel trovare dietro l’angolo “la fuitina”.

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