dove è finita la dama bianca, con le minacce di sfracelli

10 aprile 2014 di: Silvana Fernandez

Venticinque chili di cocaina, passata a tutti controlli, un trolley pieno di pacchi di polvere bianca viene fiutato e fermato da un cane! Non ha torto Berlusconi a dire che d’ora in poi si dedicherà a salvare gli animali. In questo caso, in verità c’è un conflitto d’interesse perché la donna Federica Gagliardi, che con l’abilità di un illusionista portava il suo trolley e lo faceva sparire a tutti i controlli, era anche una componente del team di Berlusconi. Vestita quasi sempre di bianco, si aggiudicò il sopranome di dama bianca. Solo quattro anni fa, nel 2010, aveva il posto d’onore sul jet privato con cui l’allora premier Silvio Berlusconi andò al G8 di Toronto e poi a Panama e in Brasile, l’aveva seguìto, si dice per sbaglio ma è già un po’ difficile capire come si possa prendere per sbaglio un tram, dato i cartelli e indicazioni che esibisce, figuriamo un boeing che non è un mezzo usato da tutti ogni giorno. Noi italiani siamo gente strana: sappiamo individuare il retrogusto di un vino e anche quello di un fatterello accaduto in provincia, ma ci fermiamo poi su cose esplicite a tutti e ci beviamo qualunque interpretazione ci danno. Noi di Mezzocielo, vorremmo, invece, trovare una giustificazione a qualunque azione delle donne e dunque anche a quelle di Federica Gagliardi, ma in questo caso gli unici che meritano comprensione sono il cane e il povero trolley super caricato.

La gentile signora come prima reazione, dopo i tre o quattro mancamenti di rito, ha proclamato «Io parlerò, molti tremeranno, non sono un capro espiatorio». Erano i giorni in cui i giornalisti correvano dietro la Mussolini per compatirla ricevendone, in cambio, occhiate feroci e gesti dell’ombrellino, erano i giorni in cui Paolo Sorrentino vinceva l’oscar descrivendo gli orrori di una Roma cafona, irrisoluta e irrisolvibile, e sperare che la vita dissoluta della capitale fosse finalmente sotterrata in una montagna di polvere bianca ci dava conforto, i cattivi avrebbero pagato e riscattato la nostra morigeratezza mai applaudita. Tutti dicevano “trema la Roma capitale, tremano i potenti” ma forse perché ci sono state ondate di scirocco e temperature al disopra della media, nessuno ha tremato. Le minacce della Gagliardi sono approdate solo a un «mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Ed allora signori, perché darci delle illusioni proponendoci tutti i fatti e, perché no, anche gli antefatti con cui Federica avrebbe stupito il mondo? Noi d’indizi siamo stufi e ci avvaliamo della facoltà di dubitare. Forse Federica Gagliardi è in attesa che qualcuno le faccia un’offerta congrua, perché il suo silenzio continui. Qualcuno che dimostri che la polvere era soltanto talco e che, dopo tante sofferenze, la dama bianca merita solo un posto in parlamento.

Voi dei grandi poteri occulti ma palpabili, se sapevate che la storia sarebbe finita così non dovevate mai farci sapere che era iniziata. Insomma abbiamo capito che la libertà di stampa vale per la prima fase, quella della scoperta del misfatto. Delle pene e delle prove successive noi non dobbiamo sapere più niente! Siamo un popolo di garantisti e i finali delle storie sono graditi solo quelli belli, o quelli sfumati nel nulla. Dobbiamo ormai comprendere che se la Gagliardi ha la facoltà di non rispondere, noi abbiamo solo quelle delle tre scimmiette, in voga nel periodo fascista, non guardare non parlare e non sentire.

4 commenti su questo articolo:

  1. Ornella Papitto ha detto:

    Ma a chi era destinata tutta quella polvere bianca? Il bianco è stato il primo indizio… La sua funzione… Chiaro, adesso. Ma come possiamo tollerare tutto questo? L’Italia è un “Servizio a bassa soglia”, quel servizio aperto ai tossicodipendenti, senza nessuna difficoltà per entrare. Quanta amarezza… La “nostra” soglia di indignazione è praticamente inesistente.

  2. Giusi ha detto:

    Inutile dire che l’articolo è scritto col vento dell’umorismo in poppa ma la vera domanda è non era meglio non far sapere alla stampa che il trolley era pieno di cocaina dimostrando poi che la polizia non sa e non desidera sapere a chi era destinato e a chi sarebbe servito, ma basta di prenderci in giro!

  3. rita ha detto:

    francamente preferisco sapere almeno un pò, e il resto prima o poi lo vedrò al cinema, con nomi e circostanze simili.
    Certo se ci fossero ancora i giornalisti di una volta……!

  4. Micol ha detto:

    L’umorismo è una dote che Silvana ha sempre avuto mantenerlo vivo in questo momento è veramente un’arte

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