BERLUSCONI SCONTERA’ LA SUA PENA NEL RISPETTO DI TUTTE LE GARANZIE

7 aprile 2014 di: Simona Mafai, 7 aprile

Allora, dovremmo esserci. Giovedì il Tribunale di sorveglianza di Milano stabilirà  dove e come Silvio Berlusconi sconterà la pena per frode fiscale, comminatagli con sentenza definitiva dal Tribunale di Milano il 1° agosto dell’anno scorso: quattro anni e mezzo, di cui tre cancellati dall’indulto. La pena residua da scontare: 18 mesi.  Con gli arresti domiciliari, o,  come sembra più probabile perché a lui più conveniente, con l’affidamento   ai servizi sociali

Comunque, entro metà aprile, le sbarre simboliche della legge chiuderanno in trappola il personaggio che per oltre vent’anni ha dominato la politica italiana: l’uomo più ricco d’Italia, il più volte Primo Ministro,  il “dominus” della carta stampata e della comunicazione televisiva,  il brillante comunicatore-incantatore del popolo italiano. E che oggi non è più premier, non è più cavaliere, non è più capolista alle elezioni, ed è anche privo di passaporto.

La battaglia – incruenta – è stata lunghissima.     I rinvii,  innumerevoli;  gli avvocati, una miriade; i giornali a suo sostegno, molti ed influenti; le pressioni dirette e indirette  (molte forse sconosciute!) incalcolabili.   Un’agonia lunghissima. .

In molte e molti  ci siamo amareggiati per il troppo tempo passato; ci è dispiaciuto che anche dopo la condanna Berlusconi abbia invaso le televisioni; che  sia entrato nella sede del Partito democratico ed abbia trattato con Renzi a nome dell’elettorato di Forza Italia; che sia stato perfino ricevuto – poche settimane fa – dal capo dello Stato….

Agonia lunghissima, come detto sopra;  ma l’esito è finalmente giunto e confermato.

Ed ora che il processo è sostanzialmente concluso, mi piace constatare la fermezza con cui la giustizia si è imposta, attraverso i molteplici gradi di giudizio, e la  cristallina indipendenza dei suoi  plurimi poteri  costituzionali: una prova di maturità giuridica e civile.

Si sono aspettati anni. Ma alla fine che ciò sia avvenuto senza forzature, nel rispetto di tutte le garanzie e di tutti i formalismi giuridici  (compresi gli ultimi inutili ricorsi al Tribunale internazionale) –  e non con un drappello di carabinieri (e magari un tintinnar di manette !) – è stato un bene, e ci fa sentire fieri (nonostante tutto!) di vivere in un paese come l’Italia

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2 commenti su questo articolo:

  1. Guido Salemi ha detto:

    La campagna di stampa gentile Mafai è stata sempre dalla parte del Berlusca dando sempre per scontato che si sarebbe salvato -questo non è successo ed allora siamo fieri? Ma insomma in un altro paese sarebbe stato normale,ma in Italia è una cosa eccezionale ed allora….Siamo fieri

    • Rosanna Pirajno ha detto:

      cara Simona, io ancora aspetto di vedere che la pena, qualunque essa sia, venga effettivamente comminata e non si trovi all’ultimo il solito sotterfugio che lo salvi, già si parla di escludere sia i domiciliari che i servizi sociali e che potrà fare campagna elettorale … vuoi vedere che gli fanno fare il capolista, così, per punizione?

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