otto marzo

8 marzo 2014 di: Silvia Bre

la poeta Francesca Traìna ha scelto per noi, per ricordare la giornata della donna, i bei versi di Silvia Bre

Qualcosa lascia andare qualche cosa
E il mare retrocesso dà conchiglie

madri vuote di perla, mani d’ossa.

Nascere è ciò che resta.

Le mie mani, la testa, e tutta

questa terra provano

che la perla non appare,

provano a ricordare cos’era,

vagamente, il mare.

Il mondo è come me

dea di un amore

vuoto tanto che s’apre.

Cadremmo

se io non fossi vento che ti impone

una violenta voglia di sembrare.

in copertina: J. Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665. A seguire: C. Fabritius, Il cardellino, 1654, G.van Honthorst, Suonatrice di violino, 1626.

4 commenti su questo articolo:

  1. Noemi ha detto:

    A quando una poesia tua cara Francesca, basterebbe regalarcene una a settimana, ti abbraccio.N

  2. M.G Pucci ha detto:

    Non so perchè ma questa poesia mi ha fatto commuovere, mi sembra descriva alla perfezione la condizione di noi donne sempre in conflitto con chi alla luce del sole ci lotta, ma anche con chi fa finta di amarci.

  3. Federica ha detto:

    la scelta di questa poesia da parte di francesca indica che esistono problemi da affrontare e che non c’è da festeggiare l’8marzo, E’ una giornata in cui si dovrebbe approfondire la riflessione, oggi più di prima.

  4. Augusta Lepri ha detto:

    E se per ricordare, vendicare, insegnare ad amare le donne Traina scrivesse o ci proponesse una poesia a settimana? Grazie donne di mezzocielo.

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