La vicina di casa

3 marzo 2014 di: Simona Mafai 4 marzo

Tristissima vicenda a Napoli, città non avara di tragedie. Nell’appartamento di una palazzina al Vomero, quartiere di buona borghesia,  è stata trovata una donna  sequestrata da otto anni dalla madre – la quale viveva in una palazzina vicina.  Ritenendo la  figlia un povero essere incapace di intendere,  questa la  chiudeva in casa, serrando la porta dall’esterno; portandole, a suo dire, due volte la settimana un sacchetto di cibi, senza poi  ritirarlo: per cui la invalida è stata trovata sepolta dalla spazzatura.

Nessuno dei coinquilini, a quanto pare, si è mai accorto della cosa (?). Evidentemente la signora, che aveva detto in giro che la povera disabile era ricoverata da anni in un convento, portava alla figlia i cibi di notte. Solo il fetore, che s’ingigantiva giorno per giorno lungo le scale, ha rotto le muraglie della indifferenza ed ha spinto uno degli abitanti del  palazzo a fare una denuncia….che ha portato all’orrida scoperta.

La madre crudele è stata inquisita per abbandono d’incapace, e forse è agli arresti domiciliari. Ma un qualche rimprovero morale non dovrebbe essere rivolto anche ai vicini di casa, rispettosi, diciamo così, di  una privacy equivalente ad una cinica indifferenza?

Forse erano moralmente superiori i pettegolezzi e le curiosità delle comari nei cortili del tempo antico; quest’ultime,  invadenti e impiccione,  non avrebbero mai consentito una vicenda così allucinante.

Papa Francesco ha detto che vivere un anno a fianco a una vicina di casa, senza conoscerla né salutarla,  non è cristiano. Molto più modestamente, noi donne palermitane,  nell’Incontro su “La forza delle donne oltre la mafia e la violenza” abbiamo affermato che la mafia si combatte e si vince – oltre che sul piano poliziesco e giudiziario –  se si costruisce,  ad ogni livello – nel pianerottolo, nel caseggiato, nel quartiere, nel posto di lavoro –  una comunità capace di ascoltarsi ed aiutarsi reciprocamente, senza ricorrere a protezioni illegali o clientelari, nel rispetto della libertà reciproca. La società  che ci circonda dovrebbe compiere concreti passi avanti di rispetto e di amore, ed ognuna e ognuno di noi dovrebbe farsene protagonista. Il progresso civile ed umano cui aspiriamo, non dipende solo dalla politica e dalle istituzioni,  ma in primo luogo da noi stessi.

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