ad ogni azione, una conseguenza

13 marzo 2014 di: Bruna Masi

Uscito su Palermo Report, riprendiamo questo pressante appello ad essere più attente ai nostri gesti, che condividiamo e che aiutiamo a diffondere dovunque si legga e si rifletta.

Sapevate che ogni anno, a livello mondiale, vengono prodotte 240 milioni di tonnellate di plastica? e che ogni 20 anni la quantità di plastica prodotta raddoppia? La nostra società sta letteralmente affogando nei rifiuti! Negli ultimi 60 anni abbiamo agito come se le materie prime fossero virtualmente inesauribili e come se tutto ciò che quotidianamente veniva da noi scartato come rifiuto, fosse destinato a scomparire nel nulla, quasi fosse magico! Ma la realtà in cui viviamo, quella tangibile, fatta di materia, non funziona così; tutto ciò che disperdiamo di non biodegradabile nell’ambiente ci viene, prima o poi, restituito.

Ecco perché, tutti noi, dovremmo sapere che la plastica NON è solo un rifiuto! La plastica è un INQUINANTE: non è biodegradabile; si frantuma molto lentamente in parti sempre più piccole (trasformandosi in plancton di plastica) e può entrare facilmente nella catena alimentare. Il plancton di plastica, infatti, ingerito dagli organismi marini che lo scambiano per cibo, risale la catena alimentare attraverso i pesci più grandi e alla fine, giunge fino a noi! Consapevoli o no, abbiamo creato le condizioni per cibarci di plastica! E’ questo il cibo di cui vogliamo nutrirci? E’ questo il cibo che vogliamo dare ai nostri figli?

I fatti sono questi: ogni anno, si producono in tutto il mondo, 240 milioni di tonnellate di plastica, di queste solo il 3% viene riciclato! Avete capito bene: solo il 3%! Il 96% della plastica prodotta non viene riciclata. Risultato: quasi il 90% dei rifiuti galleggianti in mare è costituito da plastica! Nell’ Oceano Pacifico esiste una “chiazza” di spazzatura chiamata Great Garbage Patch che insieme alla sua gemella che si trova nell’Oceano Atlantico, supera le dimensioni dell’Europa! Non possiamo più continuare ad agire come se le nostre azioni non avessero conseguenze. Le nostre azioni hanno delle conseguenze precise. Continuare a distruggere il nostro ambiente equivale a volersi suicidare! Perfetto! Noi adulti abbiamo fatto questa scelta, consapevoli o no. Abbiamo agito contro noi stessi. Ma i nostri figli cosa c’entrano? Perché fare di loro le vittime delle nostre scelte? Sì, perché di scelte si tratta. Non prendiamoci più in giro. E’ arrivato il momento di essere Veri.

Ognuno di noi ha fatto la sua parte. Ognuno di noi è, in misura diversa, responsabile del mondo che stiamo costruendo, ogni giorno, con le nostre azioni, con i nostri comportamenti, con le nostre scelte. La società che abbiamo costruito è fondata sul progresso inteso però non come vera consapevolezza, ma come CONSUMO. Abbiamo creato l’illusione del PROGRESSO = CONSUMO. Ma consumare all’infinito non è concesso, le riserve a nostra disposizione sono esauribili e presto finiranno. Bisogna credere in un NUOVO concetto di PROGRESSO, dove per PROGRESSO intendiamo benessere dello Spirito, della Mente, del Corpo.

L’essere umano non è una monade isolata che vive chissà dove; viviamo sul pianeta terra e siamo tutti interdipendenti. Tutte le creature viventi sono collegate tra loro. Pensare, come abbiamo fatto sinora, porta all’auto-distruzione. A questo punto sorge spontanea una domanda: Perché vogliamo auto-eliminarci? Perché DISTRUGGIAMO invece di CREARE? Poniamoci tutti insieme questo dilemma e diamoci una risposta. E’ veramente questo ciò che vogliamo? Io penso di no! Ed è per questo che lascio a voi la scelta! Considerato che chi è al potere continua, nonostante tutto, ad essere cieco e a non volere cambiare nulla, nell’illusione che nulla cambi, spetta a noi fare il primo passo. Cambiamo il nostro modo di vivere e il nostro modo di consumare. Iniziamo a seguire la semplice regola delle tre R: Riusare, Riciclare, Ridurre. Se scegliamo in maniera consapevole “cosa” comprare e “quanto” comprare costringeremo le Aziende a cambiare il ciclo produttivo, invitandole a produrre pensando alla necessità di RICICLARE piuttosto che BUTTARE! E’ vero, noi siamo piccole gocce nell’oceano, ma l’oceano è fatto di gocce!

3 commenti su questo articolo:

  1. Aldo Torre ha detto:

    Non penso che ognuno debba fare la sua parte, non basta più ognuno ormai deve fare di più, intanto deve acquisire competenze anche minime ma necessarie per fare il gesto giusto al momento giusto. Bisognerebbe che il governo, assolutamente dimentico dell’ambiente, desse a noi dei manuali dove scopriremmo che infondo basterebbero poche cose per iniziare il risanamento.

  2. Maria Teresa ha detto:

    E’ un bell’articolo sebbene un po’ apocalittico!

  3. Bianca ha detto:

    No cara Maria Teresa non è apocalittico l’articolo della Masi è la verità siamo noi che non conosciamo quanto è degradato l’ambiente, in Germania ed in Francia gli ambientalisti sono al governo e l’educazione ambientale è unita a quella civica.

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