Una Studentessa In Crisi

15 febbraio 2014 di: Francesca Rodi

In una società organizzata e civile, nel momento in cui si paga per dei servizi, questi, si pensa, debbano essere a disposizione nei tempi e modi dovuti, di coloro ai quali sono indirizzati, questo, però, non succede all’Università degli Studi di Palermo, covo delle più grandi contraddizioni esistenti al mondo. Il Rettore ha deciso che da quest’anno dovessero cominciare ad esserci, obbligatoriamente, tre appelli per ogni materia da Gennaio a Marzo, Alleluja, diranno coloro i quali sono abituati ad avere un esame un giorno dietro l’altro perché le date non bastano mai, ma, come direbbe un vecchio proverbio “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco” gli appelli ci sono, ma sono stati inseriti dalla Segreteria dopo la prima metà di Gennaio, mandando nel panico coloro i quali volevano laurearsi a Marzo e devono finire tutti gli esami prima del 10 Febbraio, esempio ne è una ragazza alla quale l’assistente di un Professore disse che gli esami erano tutti dopo la metà di Febbraio per scoprire ad una settimana dall’esame che era stato messo un appello prima del 10, perdendo così la possibilità di laurearsi a Marzo e dovendo pagare le tasse dell’intero anno. Stessa sorte è toccata ad una ragazza, la quale, per motivi di salute ha perso mezz’ora di lezione in un corso e alla quale il Professore ha detto che se non avesse trovato la fotocopia del Fax inviato da lei in Segreteria tre anni fa non avrebbe potuto sostenere l’esame se non a Giugno, perdendo anche lei la possibilità di laurearsi in questo semestre e dovendo “regalare” ben 900 euro di tasse all’UNIPA. Le sorprese, però, non finiscono mica qui, anche per coloro i quali non lottano contro il tempo per ottenere una Laurea che possa rendere soddisfatti coloro i quali si sono sacrificati per potere mantenere gli studi dei propri figli, c’è chi, anche impegnandosi a studiare e presentandosi agli esami si ritrova sorprese come quelle per le quali il Professore non si presenta e nessuno riesce a dare una spiegazione, perché, si sa, gli unici i quali possono dare delle risposte a quesiti di questo genere sono i giornalisti di “Chi l’ha visto?”  alla redazione del quale, prima o poi, gli studenti palermitani chiederanno “Chi ha visto il rispetto e la professionalità tra queste mura?”, ai posteri l’ardua sentenza, come direbbe qualcuno.

2 commenti su questo articolo:

  1. Tano ha detto:

    Disorganizzazione è poco…succedono delle cose indicibile che non si possono raccontare. Perché non parlare della PULIZIA che non c’è? Anche per questo paghiamo le tasse! Oppure delle mense che sono superdisorganizzate!!

  2. Valentina ha detto:

    Di storie così ne potremmo raccontare tantissime, secondo me hai centrato il problema Francesca, quello che manca è proprio il rispetto, la considerazione nei confronti di quei ragazzi che oltre hai normali sacrifici che toccano a chiunque scelga di intraprendere un percorso di studi, devono anche lottare ogni giorno con l’esasperante macchina burocratica chiamata Unipa

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