la bellezza di Marina Bellezza

27 febbraio 2014 di: Angelo Bagnara

E’ assai raro che capiti di leggere un libro nel quale ogni rigo ti impone di continuare con quello successivo. A me è successo con il recente romanzo scritto da Silvia Avallone, “Marina Bellezza” (Rizzoli). La continuità dell’azione ed anche di quanto viene raccontato è tale da impedirti di interrompere la lettura e volente o nolente rimani affascinato dalle azioni che ti vengono proposte e che si susseguono.

E’ probabile che questo possa essere conseguenza dell’assoluta e totale diversità dei due mondi li descritti: uno è quello di una società consumistica nella quale il denaro è quasi tutto; l’altro è nella serenità di una campagna o, forse sarebbe meglio dire, in una realtà campestre, fatta di montagne, stalle, mucche e cosi ben descritta che ti fa immergere lì dentro e ti fa quasi sentire l’odore delle mucche che devono essere munte e del gregge che deve esser preparato per la transumanza. All’interno di queste due realtà’ si sviluppa l’amore tra una donna ed un uomo, totalmente diversi, in perenne contrasto ma che hanno entrambi un corpo, un viso, le parole e la capacità transeunte d’amarsi.

Accennare a ciò che accade sia durante che alla fine del libro, sarebbe far torto al lettore, spegnere quella capacità di affascinarlo nelle scoperte del dopo o del momento, in quanto non si vive, leggendo il testo, nel definito ma solo in quello che deve avvenire o forse in ciò che è avvenuto o che noi, poveri lettori, crediamo tale ma che in realtà è, nel rigo successivo, esattamente il contrario di quanto avevamo pensato. Il tutto è scritto molto bene: le parole, l’una dopo l’altra, sono precise, nitide, corrette; ti affascinano e ti irritano nello stesso tempo: credi d’aver trovato il bandolo della matassa ma hai sbagliato, devi leggere dopo, andare avanti e poi ancora avanti fino alla fine. E’ un bel libro, attualissimo, da leggere. Mi ha ricordato l’aforisma di Marcel Proust: «l’unico vero viaggio verso la scoperta, non consiste nella ricerca di nuovi personaggi, ma nell’avere nuovi occhi».

5 commenti su questo articolo:

  1. Lidia Capece ha detto:

    Avallone si presenta come una speranza per a nostra letteratura, i suoi libri sono corposi e pieni di realtà, ho il sospetto che la sua giovinezza le remi contro, infatti in Italia la giovinezza o viene usata come caso letterario, vedi avevo i pantaloni, cento colpi di spazzola, o non è un merito. l’Avallone che credo non abbia ancora 30 anni potrebbe essere una grande promessa già mantenuta.

  2. anna trapani ha detto:

    Silvia Avallone è già una realtà nel panorama letterario italiano troppo legato da sempre ai soliti noti, i soli che vanno pubblicizzati anche se non ne hanno più bisogno. Invece i giovani vengano dimenticati e lasciati a se stessi senza un opportuno lancio pubblicitario o al contrario un martellamento mediatico continuo se sanno solo scrivere di sesso in varie salse. La Avallone descrive il paesaggio montano in modo mirabile e dà un approfondimento psicologico ai suoi personaggi da vera autentica scrittrice.z

  3. Rosalba Leto ha detto:

    Sono contenta che si cominci in molti siti e su qualche recensione cartacea a parlare di Silvia Avallone è un fenomeno letterario per la giovane età e la potenza dell’argomento,di cui si parla appena, mentre come dice la Trapani ai soliti noti vanno pagine e pagine!

  4. Paolo.R.Russo ha detto:

    Recensire un libro come Marina Bellezza non è facile ma in questa recensione c’è tutta l’Avallone, ottima promessa della letteratura italiana.

  5. silvana ha detto:

    Ero rimasta colpita dal primo libro dell’Avallone Acciaio, Marina Bellezza mi è piaciuto ancora di più, le pagine della morte del cervo mi sembra ci segnalino una scrittrice con la S maiuscola.

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