prendersi le responsabilità, si impara a scuola

25 gennaio 2014 di: Ornella Papitto

È arrivata così, senza aspettarla, la proposta di entrare in alcune scuole medie, a contatto con gli alunni della terza. Ma sono una sociologa, non un’insegnante… oltretutto lavoro con gli adulti, non con i minori… e dissi subito sì alla mia collega pedagogista. La parola chiave: prevenzione, prevenzione delle dipendenze, non più solo droghe, alcool, ma tutte le altre abitudini che stanno creando nuove forme di dipendenza. Una sfida buona. Come far comprendere a degli adolescenti, come diventare adulti? E solo quando possano, essi stessi, definirsi finalmente adulti?

E tutto questo in due incontri, di due ore ciascuno cercando di non annoiarli, cercando di catturare la loro attenzione, coinvolgendoli, tutti, nel processo diriflessione. Nessuno escluso. Ho trascorso due ore, con una bambina con difficoltà del pensiero, poggiata sul mio petto. Abbracciate. Non ci ha impedito di dedicarci al resto della classe. Lo sforzo non era ‘tenere la classe’, ma, semplicemente, interessarli. Siamo partite dal concetto di ‘obbligo’ per trasformarlo in ‘scelta’. La difficoltà di scegliere, perché si perde sempre qualcos’altro, di cui non potremo mai parlare. La paura di scegliere, perché scegliendo dobbiamo assumerci le responsabilità che derivano dall’azione compiuta.

Il passaggio più importante è stato quando abbiamo fatto dire a loro l’importanza di farsi carico delle conseguenze delle loro scelte. Solo a quel punto avrebbero potuto considerarsi finalmente adulti. Molti sguardi perplessi: vedevo orizzonti aprirsi ai loro occhi che iniziavano a comprendere come alcuni di quegli adulti, che loro conoscevano bene, non lo erano assolutamente, perché prendevano le loro decisioni, addossavano ad altri le responsabilità e facevano pagare agli indifesi, le conseguenze. Ne abbiamo parlato molto… abbiamo esplicitato. Ogni azione ha immediatamente effetto sugli altri. Ogni azione ha la sua carica di conseguenze. Vivere è allenarsi ad assumersi le proprie responsabilità. Ancora adesso incontro giovanissimi e giovanissime che mi salutano per strada, con un sorriso, che ricambio, con immensa gratitudine.

2 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    a scuola si imparano tante cose
    si passa molto più tempo a scuola che in famiglia
    considerando che le ore del dì, quelle della luce, si trascorrono tra i banchi
    il confronto con i pari e con gli adulti di riferimento è fondamentale
    quello che di positivo la scuola riesce a trasmettere nell’età dell’obbligo,
    se fatto con responsabilità e coscienza,
    dura per tutta la vita

    • Ornella Papitto ha detto:

      Gemma carissima, l’impostazione che attualmente possiedo… la ‘devo’, soprattutto, a una professoressa di italiano, di scuola media (fine anni sessanta). Non era indirizzata a me, ma a quelle più fortunate di me che andarono al Mamiani di Roma… Mi ostacolò, mi escluse, ma non mi ha vinta! Se fossi stata fragile, avrei pagato le conseguenze della sua mirata esclusione. Ho vinto io, ma solo per un caso.

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