la giovinezza non è oggetto contundente

12 dicembre 2013 di: Silvana Fernandez

Non amo i vecchi, né i giovani e neanche i possessori di una bella giovanile mezza età, di ogni categoria mi piacciono quelli che si fanno notare per il loro lavoro, le loro espressioni artistiche, la loro giusta attività politica e così via. Matteo Renzi è per me fra i giovani che potrebbero meritare il nostro fiducioso consenso, ma nella politica italiana ci sono sempre tanti ma, tanti se. In questo momento, per esempio, nei nostri discorsi c’è un nuovo tormentone sottoforma di domanda, “Quale è la tua età? Quanti anni hai stasera, bambina?” si chiede, alternando giri di do e giri di fa con voce suadente, Vasco Rossi in una recente canzone; è una frase profetica perché il nostro Vasco sembra comprendere che sarà utile ormai avere oggi magari venti anni e domani ottanta a secondo di chi è al governo. Finora l’età era un dato di fatto, non definiva altro che il passare del tempo, poteva essere, a volte, un’attenuante per qualche immaturità nel comportamento  o per qualche ingiustificata amnesia. In questi ultimi anni l’Italia si è lentamente avviata al declino e noi, cavalcando il destriero azzoppato del Pd, del Pdl, della vecchia o della nuova Forza Italia abbiamo favorito il suo cammino. Niente ci distraeva da questa china se non i festini di Berlusconi, i soldi che ricevevano le sue ragazze e il dilemma se escort e prostitute fossero due carriere diverse. Gli anni che avevano le sue fidanzate erano irrilevanti, tanto è vero che eravamo disposti a credere che la ventottenne Francesca Pascale, di ben quarantanni più giovane di lui, fosse l’unica fine dignitosa per la sua carriera di satiro. Poi le cose sono precipitate ed è cominciata ad affiorare, sulle bocche di tutti, una famosa vecchia frase, quasi un grido: largo ai giovani.  A parte il fatto che la via si era fatta stretta e sdrucciolevole e non si sapeva da che parte allargarla,  e poi dove erano questi giovani pronti a salvare l’Italia dato che si era fatto di tutto per dare loro la peggiore istruzione, la peggiore specializzazione  e, per quelli in cui sopravviveva ancora la voglia di riuscire, un passaporto per l’estero come unica carta valida. Un giovane comunque si è trovato: Matteo Renzi, migliore certo dei commenti che si fanno su di lui. E’ più rilassato di quello imitato da Crozza, è stato considerato un perdente da D’Alema, carta dunque vincente per l’elezione, provoca una certa diffidenza in tutti ed anche questa è una carta che batte il banco perché all’italiano piace sentirsi (forse in ricordo delle famose idi di marzo) pugnalato alle spalle (perfino Berlusconi che si crede il più amato da tutti, dopo padre Pio, porta il giubbotto anti proiettile!). Sinceramente a me il discorso di Renzi, dopo l’elezione, è piaciuto, conteneva qualche valore progressista di ottima annata, qualche accenno a un buon programma e, cosa importante, nessun rancore. La notte dell’investitura la voce di Jovanotti sussurrava a mezza Italia “In questa notte fantastica” e Jovanotti non solo seduce mamme e figlie, ma è anche lui giovane. Giovane, ormai questa è la parola chiave, serve da ombrello, da parafulmine, come una volta servirono le cene erotiche di Berlusconi a spostare la nostra attenzione dall’associazione a delinquere, dal mal costume, adatto a una repubblica delle banane, e da una realtà che ci spaventava. Giovane, ecco la parola che, come un panno rosso per il toro, serve solo a distrarci dall’approfondire, vedere come realmente stanno le cose.

Un esempio puo’ essere questo: del gruppo di persone che si è messo accanto Renzi si sa poco, approfondimenti su di loro non ne fa nessuno ma si è fatta subito la media dell’età del gruppo. I giornali e le televisioni parlavano, sia ieri mattina sia oggi,  solo di questo. Età media 37 anni. Frase che detta così, non essendo una costante matematica, potrebbe far pensare ad un team composto da un neonato, da un bambino di 7 anni e poi via via a crescere, da persone dai quindici ai trenta. Non credo che Pertini fu eletto perché ottantenne ma perché generoso, disponibile, riconosciuto come figura forte e dignitosa in quasi tutto il mondo. Non abbiamo sopportato Schifani, Verdini, Bondi etc etc per la loro età, ma perché noi eravamo pigri e completamente lontani dalla realtà. Certo la giovane età di Renzi è un vantaggio per dare forza al suo passo, chiarezza alla sua voce, speranza nel futuro ma non di più. Non possiamo pensare che la giovinezza puo’ far tutto, non si può librare in aria come una clava contro i settantenni o gli ottantenni. Non è un oggetto contundente. E’ solo la speranza di un cammino più lungo.

6 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    Forse un giovane che sappia e riesca a parlare ai giovani, a scuoterli, ad appassionarli, a credere ancora in qualcosa? Ai tanti giovani che oggi si sentono amareggiati e traditi dalle generazioni che li hanno preceduti. A volte mia figlia mi fa notare con tono di rimprovero (più o meno evidente) quanto le cose per loro saranno più difficili e il futuro incerto. E noi adulti, mentre accadeva tutto ciò, dove eravamo? Esiste quel patto generazionale, di cui si parla di tanto in tanto, in cui ognuno dovrebbe essere responsabile nei confronti di chi viene dopo. Non so bene se sia stato sempre rispettato…

  2. Paolo.R.Russo ha detto:

    Vi è nelle cose che scrive Silvana l’intento che spinge al sorriso o addirittura alla risata, eppure ogni suo articolo mi lascia l’amaro in bocca e la sensazione che siamo i primi complici delle malefatte di quest’ultimi anni

  3. Germana.P ha detto:

    Non mi pare che Renzi voglia, dopo gli anni di rottamazione, esercitare solo la sua giovinezza, a me piace l’ho votato con entusiasmo.

  4. pinuccia ha detto:

    Renzi è un giovane di grande impatto, basta ironia e sarcasmo, applaudiamo una volta col cuore il vincitore.

  5. silvia ha detto:

    Rileggo stamattina l’articolo ed il titolo “la giovinezza non è oggetto contundente” mi riporta alle immagini di ieri in cui era la polizia, invece, a colpire con manganelli contundenti i ragazzi che protestavano alla Sapienza, rincorrendoli tra macchine parcheggiate e trascinandoli via. Non giustifico la violenza da qualunque parte venga esercitata e mi viene da pensare che sono proprio i giovani a fare paura.

  6. Rosanna Pirajno ha detto:

    fa molto piacere ricevere commenti ad un articolo, e Silvana ne stimola sempre parecchi facendo un gran bene alla salute!

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