l’altra faccia del natale

27 dicembre 2013 di: Francesca Traìna

La chiamano Christmas Blues quella tristezza che accompagna i giorni di festa; quella malinconia, in parte nascosta, che rende apatici e interiormente intolleranti alle luci, ai festoni, ai riti della tradizione. Gli occhi rivelano la mestizia dell’anima anche se nessuno pare accorgersene. Il natale per molte persone rappresenta un’occasione per stare accanto ai propri affetti, alla propria famiglia. Per molte altre, invece, la convivenza con i familiari viene vissuta come una costrizione, una convenzione subìta fino a star male fisicamente e psicologicamente. All’improvviso può sopraggiungere una febbre strana, un dolore addominale, un mal di schiena bloccante, un malessere che il corpo presenta a se stesso, ma anche agli altri, per autogiustificarsi e rendersi immune dal senso di colpa che inevitabilmente lo attanaglierebbe se non fosse così valida e visibile a tutti/e la ragione dell’assenza al cenone e ai noiosi conviviali.

Ma la gioia (non sappiamo quanto finta e quanto vera) è palpabile nell’aria della città. Palermo “sbrilluccica” di finzioni e contraddizioni. Tutti/e sembrano volare – e pur con l’aspetto stanco e stressato – vivono l’impegno, spesso compulsivo, di acquistare regali, preparare l’albero, il presepe ecc… Ma l’atmosfera stessa del natale rende acuta la solitudine, la tristezza di quanti/e vivono dimensioni di malinconia e di insoddisfazione. Alcuni psicologi spiegano che gli anziani o i giovanissimi sono immuni da questo malessere che può colpire con maggiore probabilità persone, con più di 30 anni, che sono costrette ad uscire dalla routine quotidiana per convivere con familiari e amici in un confronto che spesso si rivela insoddisfacente, frustrante e che fa emergere problemi, disagi emotivi ed esistenziali che nella vita quotidiana, al contrario, vengono gestiti e contenuti.

Secondo un recentissimo studio della Loyola University, il christmas blues si scatena, in forme molto gravi, se agli elementi di cui si è scritto prima, si aggiungono le difficoltà economiche determinate dalla crisi attuale. In quei casi l’acuzie dello stato di malinconia e la depressione favoriscono la proliferazione di idee suicidarie. Il problema, come appare, non è di facile soluzione. Forse bisogna ripensare il concetto di feste natalizie ricordando a se stessi/e che possono essere un’occasione per prendersi cura di sé, per dedicarsi a ciò che più appassiona, per rispondere a desideri sopiti, per prendere coscienza di ciò che fa davvero male e trovare infine il coraggio di dichiararlo senza ipocrisie.

5 commenti su questo articolo:

  1. Giovanni Giglio ha detto:

    Si le feste sono cariche spesso di malinconia come tutto quello che torna ogni anno e ti fa pensare ad un’appuntamento inesorabile. Se facessimo Natale per Ferragosto?

  2. patrizia ha detto:

    non ne posso più neanche io di queste feste che vanno bene per i bambini ma per noi adulti sono una PENA

  3. gemma ha detto:

    Non credo che il Natale abbia due facce, fa semplicemente parte della nostra millenaria cultura. Oggi è diventata più che altro una festa commerciale: shopping, regali, spese eccessive per pranzi e cene. Certo, non tutti se li possono permettere ma telegiornali, pubblicità e televisione ci palesano questo scenario e ci informano che volontari e associazioni varie si preoccupano anche dei meno “fortunati”: raccolte alimentari, pranzi e cene per tutti, abiti e coperte, recupero di giocattoli in buono stato per mercatini solidali, mercatini dell’usato per raccolta fondi e chi più ne ha più ne metta….ci sono tutti gli ingredienti per attivarsi ma ciascuno di noi è anche libero di dissociarsi e starsene tranquillamente in casa a leggere un buon libro, vedere un vecchio libro in TV o andare al cinema, al teatro, al circo, incontrare parenti e amici, giocare a carte o a tombola.Credo, insomma, che non si possa minimizzare una festa così importante non solo per la cristianità.

  4. silvia ha detto:

    Comunque sia, colgo l’occasione per fare i miei auguri a tutte/i voi, alla redazione ed alle scrittrici e lettrici di mezzocielo.

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