incontro tra amiche

16 novembre 2013 di: Clara Margani

Un incontro tra amiche. E’ una vita che non si vedono, quasi 35 anni. L’appuntamento è davanti al bar in una piazza della zona centrale della città. Una delle due voleva portare un contrassegno di riconoscimento, tipo un fiore, un foulard. L’altra ha detto di no perché è sicura che si riconosceranno. Una arriva prima dell’altra, abita nella zona; a un certo punto vede qualcosa che la sorprende: l’amica le viene incontro lungo il marciapiede giovane come la ricordava, molto alta, magra, con i capelli neri, folti, lunghi ed ondulati. Porta a tracolla una borsa etnica molto grande e rigonfia, da cui fuoriesce un foulard indiano a tinte vivaci. L’andatura è morbida ma sicura, quasi spavalda, guarda intorno con sicurezza, si capisce che le piace osservare ed essere osservata. Ha in mano un giornale che avvolge un libro ponderoso, forse un manuale universitario.

FINALE OVVIO/PRIMO FINALE

E’ un attimo di allucinazione: si tratta di una ragazza qualsiasi di passaggio.

Ma ora la donna matura è sicura che riconoscerà l’amica del passato, perché ha conservato di lei l’essenziale, il suo essere una ragazza giovane per sempre nello spirito e nel corpo. Dopo un po’ si gira e riconosce subito l’amica che il tempo ha trasformato, ma che nei suoi occhi e nel suo cuore è sempre la ragazza molto alta, magra e con i capelli neri, folti, lunghi ed ondulati.

FINALE MENO OVVIO/SECONDO FINALE

E’ un attimo di allucinazione: si tratta di una ragazza qualsiasi di passaggio.

Ma avvicinandosi la ragazza perde molto dell’essere ragazza e rivela tutta una serie di interventi chirurgici: zigomi tesissimi, labbra gonfie, zampe di gallina inesistenti ai lati degli occhi, seno altissimo e si suppone sodissimo e un abbigliamento da teenager che fascia glutei scolpiti in palestra.

La donna matura la riconosce lo stesso, nonostante il camuffamento; le fa cenno con una mano in cui l’artrite ha prodotto qualche deformazione, le sorride, formando intorno alle sue labbra una fittisima rete di piccole rughe e mostrando qualche dente non proprio originale. L’altra con entusiasmo dichiara: «Ma sei sempre tu, non sei cambiata affatto!».

FINALE PER NIENTE OVVIO/TERZO FINALE

E’ un attimo di allucinazione: si tratta di una ragazza qualsiasi di passaggio.

La ragazza si ferma accanto alla donna matura e si mette in attesa di qualcuno con cui di certo ha un appuntamento, guarda l’orologio, sposta il peso da una gamba all’altra, allunga lo sguardo per la piazza. Il suo sguardo inquieto si rasserena quando intravede una ragazza della sua età che si affretta per raggiungere il luogo dell’appuntamento: è piccola e minuta, capelli corti castani spioventi su un viso grazioso, evita lo sguardo della gente, non le piace essere guardata. Stringe tra le braccia alcuni fogli e due libri. «E’ una vita che ti aspetto!», l’apostrofa l’amica sorridendo.

La donna matura si gira perché sente che qualcuno chiama il suo nome e viene circondata da due braccia affettuose. «Ma, dimmi un po’ se bisognava aspettare quasi 35 anni per rivederci!», le dice l’amica e lei risponde: «No, non dovevamo aspettare così tanto».

6 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    Bello e raffinato, con uno spirito leggero ed elegante. Si capisce all’istante che è una donna a scrivere.

  2. rossella caleca ha detto:

    Un racconto breve, profondo, scolpito con mano leggera. Mi è piaciuto moltissimo.

  3. Rinaldo ha detto:

    Potrà sembrare incredibile, ma anche agli uomini capita di riconoscersi con l’anima… le anime non sono né femmine né maschie: sono e, se sono, si riconoscono.

  4. gemma ha detto:

    questo articolo mi ha fatto tornare alla mente volti e immagini del passato
    vorrei tanto incontrare dopo trentacinque anni tante persone con cui ho condiviso emozioni, esperienze, momenti…..
    anch’io ringrazio Clara per la sua capacità di risvegliare sentimenti apparentemente spenti dal tempo che passa inesorabilmente

  5. muccia ha detto:

    meraviglioso! quale finale rimane aperto, è il momento topico della prima percezione che avvolge e abbraccia ,braviossima! ti scriverò più ampiamente torno presto

  6. marina ha detto:

    La volpe disse al Picolo Principe “se diventiamo amici, quando vedrò un campo di grano, penserò ai tuoi capelli d’oro”…

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