le carceri scoppiano, e la polemica pure

17 ottobre 2013 di: Rosanna Pirajno

Confesso di non aver chiaro cosa sarebbe più ributtante, per noi che crediamo nella giustizia uguale per tutti, se un certo condannato per frode fiscale rientrasse nel ventilato provvedimento del “vuota carceri” per via dell’indulto, che estingue la pena, o dell’amnistia che estingue il reato. Nel primo caso sarebbero azzerati i quattro anni di “rieducazione” inflitta al mai pentito malversatore, nel secondo caso lo Stato rinuncia a perseguire un reato accertato ma rifiutato dal condannato-più-uguale-degli-altri, che anzi incita i suoi seguaci a imitarlo anche in questa prodezza, e in entrambi i casi andrebbe a fondo quel traballante sentimento della Giustizia in posizione assai precaria nel comune sentire degli italiani. Costui, che mi fa ribrezzo nominare e che per ragioni di età e di pavidità della politica un giorno di carcere non lo farà mai e poi mai nonostante gli alti lai, condiziona tanto pesantemente e da così tanto tempo la vita intera del paese, da piombare sempre e comunque in tutte le questioni e soluzioni che la politica faticosamente prova a elaborare per dimostrare di esistere, l’ultima delle quali è appunto la situazione non più sopportabile di sovraffollamento delle carceri.

E costui riesce, aizzando la sua corte di scherani inchinati a tempo pieno, ad occupare la scena con inaudita spavalderia sol perché è ricco e potente, e può permettersi di tenere a busta paga schiere di difensori convinti o di convenienza, e perché l’opposizione è annichilita al punto da ricacciare indietro pure i rigurgiti dei rospi mal digeriti.

E noi popolo allo sbando, alle prese con problemi gravissimi di sopravvivenza povertà disoccupazione violenza decadenza inefficienza e ogni altra afflizione esistenziale da condividere tra noi e persino con masse di fuggitivi da situazioni ancora più pesanti, noi siamo costretti a subire pressioni incitazioni minacce prepotenze arroganze da ogni schermo disponibile, cioè quasi tutti compresa la carta stampata, affinché quel tizio anziano e godereccio sia posto sempre e comunque al di sopra delle leggi umane e forse anche divine. Perché è “votato”, capite? Perché è “l’eletto” da una buona parte di italiani disposti non solo a cristianamente perdonare ogni sua malefatta considerata peraltro prodezza, ma ad imitarlo, ammirandone oltre modo spudoratezza e improntitudine. Chissà se basteranno altri decenni di miseria morale e materiale, per uno scatto d’orgoglio degli italiani, oppure non più.

2 commenti su questo articolo:

  1. Paolo.R.Russo ha detto:

    Brava Rosanna Pirajno! Brava!

  2. Annamaria, Zava. ha detto:

    Oggi 7000 sfilano a Roma e noi ancora ci chiediamo che fare di questo nanerottolo, ci propone come fidanzata una napoletana verace di anni 28 e noi proponiamo di lasciarlo in pace parlando senza tregua degli usi e consumi della sua vita sessulale quasi che i 40 anni di differenza con la fidanzata non bastassero, per carità silenzio!!!

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