un coordinamento pro auto ai Fori

17 settembre 2013 di: Clara Margani

“Trappola per Fori” è il nome del coordinamento che riunisce trenta comitati di residenti e commercianti del I Municipio di Roma, sorto per protestare contro la chiusura al traffico privato di una parte di via dei Fori Imperiali, quella più vicina al Colosseo, decisa dal neosindaco Ignazio Marino e impropriamente definita pedonalizzazione.

Il nome di tale coordinamento ricorda non a caso il titolo di un famoso testo di Agatha Christie, e di un vero e proprio giallo si tratta, tanto che ancora non si riesce a capire quale sia il delitto perpetrato nientepopodimenoche nei confronti dei commercianti della zona e dei cittadini a quattro ruote della capitale, che hanno un bisogno fisiologico di parcheggiare proprio davanti ai negozi per effettuare i loro acquisti e che, essendone impediti dalla nuova viabilità, determinerebbero la chiusura per fallimento dei medesimi, in particolare di un’antica coltelleria, di un tabaccaio, di una famosa cornetteria e di alcuni bar.

Per facilitare le indagini è stato proposto un referendum consultivo tra i cittadini della zona e tra tutti i romani da parte del vice Presidente del consiglio del I Municipio, eletto nelle file de La Destra, mentre varie manifestazioni di protesta sono state organizzate con il sostegno del capogruppo Pdl in Campidoglio, ex vicesindaco della città.

«Tutto è relativo» si potrebbe dire, uscendo dal riferimento letterario ed entrando in quello scientifico, perché il “misfatto” osservato da un automobilista o da un motociclista, perde la sua gravità se analizzato dal punto di vista di un pedone utilizzatore dei mezzi pubblici, lasciando fuori i cicloamatori che sono una categoria a parte dei fruitori delle strade della città.

In via dei Fori Imperiali per un pedone le cose non sono cambiate; di fronte alla fermata della metro Colosseo e a quelle di via Labicana, Manzoni, Merulana e Cavour gli autobus passano con la stessa irregolare regolarità, i taxi si fermano a raccogliere i turisti o i manager frettolosi e i mezzi di soccorso hanno sempre la precedenza. Il Foro, il Colosseo, l’Arco di Costantino, la Domus Aurea, il colle Oppio e le chiese del Celio con indifferente e perenne bellezza osservano l’inutile agitarsi dei mortali su questioni limitate nel tempo e nello spazio, dietro alle quali aleggia forse il fantasma della vendetta di quelli che hanno perduto o non hanno conquistato il potere sulla città nelle ultime elezioni amministrative.

2 commenti su questo articolo:

  1. maria ha detto:

    La strada del nuovo fatica ad avanzare.
    I commercianti gridano al tradimento ,alla rovina degli interessi di bottega.
    Potrebbero chiedere L’AGIBILITA’ VEICOLARE
    Noi intanto andiamo a piedi Buona camminata a tutti

  2. silvia ha detto:

    Mi definisco con grande senso di dignità una “pedone”, per quanto questi pezzi nel gioco degli scacchi, seppur numerosi, valgono poco. Per questo al massimo potrei lamentarmi che quel tratto di via dei Fori non sia del tutto pedonalizzato (come mi piacerebbe)! Infatti, come fa notare Clara, autobus e taxi continuano a passare (necessariamente), i semafori continuano a regolare con il verde ed il rosso l’attraversamento pedonale…forse ci sarà un po’ meno smog e meno congestione automobilstica ma i pedoni continueranno pur sempre a marciare ordinati ed obbedienti sui…marciapiedi. Senza meno, oltre alle autoambulanze, continueranno a sfrecciare con tanto di lampeggianti e scorta di motociclisti della Polizia pure le auto blu dei nostri politici che non conoscono (loro no) zone interdette al traffico!!!

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