la danza multietnica che celebra la vita

15 settembre 2013 di: Silvana Fernandez

Domenica 8 settembre si è svolta al Telimar, un circolo sul mare di Palermo, l’esibizione multietnica di Danza del Diamante, una particolare forma di danza meditativa creata da Federica Aluzzo. La Danza meditativa è ancora poco conosciuta e diffusa in Italia e nel mondo. E’ nata nel 1976 grazie al coreografo Wosien che attratto dalle danze tradizionali in Grecia e venuto in contatto con le danze sacre di Findhorn, cominciò a strutturare danze simili a quelle in cerchio europee nella composizione, ma più “scientifiche” per i simboli che racchiudevano e che ancora oggi vengono riproposti in quanto hanno un notevole potere interiore; danzando infatti il gruppo disegna nello spazio il cerchio, il quadrato, la croce, la spirale, il labirinto e la stella, in modo che ogni simbolo si ripercuota interiormente e venga assimilato in armonia con l’Universo.

Così come un significato simbolico hanno anche le semplici sequenze di passi che vengono ripetute in cerchio, come un mantra (un esempio è la danza del Presente creata da Federica che ripete la frase: non mi identifico col passato, non mi importa del futuro, scelgo di essere amica del momento presente, con Fede).

La Danza del Diamante, così come le altre forme di danza meditativa, non nascono con il fine della performance pubblica, ma per “dare benessere” a chi le pratica, per far avvicinare al proprio centro, la propria parte sacra, ma in certi casi l’esibizione si rende necessaria per far conoscere questa danza poco diffusa. Così nella splendida cornice del Telimar, sul prato circondato da una parte dal mare e dall’altra dalla montagna, abbiamo assistito alla suggestiva dimostrazione.

Si è notata immediatamente la composizione multietnica del gruppo ed in particolare la presenza delle danzatrici Tamil. Non è un caso infatti che questa danza richiami diverse etnie in quanto fa rivivere il significato ancestrale della danza stessa, che in origine era praticata da tutti i popoli sottoforma di riti per raggiungere la trascendenza, e quindi uno stato di estasi nel quale si sentiva di essere in unione profonda con Dio, oppure come riti magici per ottenere qualcosa ad esempio guarigione, fertilità della donna o della terra, ecc..

In oriente molte danze hanno mantenuto quest’aspetto sacro come lo stile di teatro danza indiano Bharata Natyam, praticato dalle Tamil, o anche la danza Sufi dei Dervishi roteanti o la danza africana (tra cui la stessa Danza del ventre). La spiritualità insita in tutti questi stili di danza ne permette l’accostamento e l’integrazione. Lavorare con le Tamil (della scuola Malathi Kalaip Palli di Palermo) ha infatti favorito un grande arricchimento interiore e culturale delle danzatrici palermitane (di A.S.D. La Sirenetta e Tavola Tonda) e viceversa. Ne è nato uno scambio ricco di colori e suggestioni che ha allietato il pubblico, favorito l’interculturalità e portato alla luce la ricchezza che Palermo serba in sé con la presenza di questa e molte altre etnie da cui si è spesso troppo distanti. Si è così passati dalla danza del Presente alla danza delle Tamil, che includeva in sé tutti gli elementi naturali rappresentati nel loro linguaggio corporeo: aria, acqua, terra, fuoco, etere, per poi danzarli tutte insieme ad uno ad uno e finire con la rappresentazione di ciò che permane immobile nonostante il continuo mutamento degli elementi: la parte Sacra che pervade il Tutto. Le musiche dello spettacolo erano molto rilassanti, lente e coinvolgenti, di autori occidentali e indiani come Amma, per passare poi alle percussioni che legano fortemente alla terra. Si è fatto così un viaggio suggestivo all’interno della celebrazione della vita in tutte le sue componenti, con momenti anche toccanti di elevata sensibilità artistica, umana e culturale.

1 commento su questo articolo:

  1. Ale ha detto:

    E’ proprio vero: la danza del Diamante da benessere! Ti rilassa, ti libera dallo stress… DANZATE!

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