tornare a Berlino

27 luglio 2013 di: Ornella Papitto

Ci penso un po’ su e cerco di capire perché a Berlino voglio assolutamente ritornare. Appena si entra nella metro, si rimane disorientati: dove sono i tornelli? Dov’è il personale addetto al controllo? Niente tornelli, niente personale. Questo è stato l’impatto: l’autocontrollo, l’onestà, la serietà. Una sensazione bellissima di libertà e di civiltà. Nessuno che possa pensare che stai rubando o facendo “il portoghese”. Nessuno che approfitti, che si senta furbo, oppure che reclami un diritto inesistente: quello di non pagare per un servizio ricevuto! Gli spazi ampi fanno intendere che la distruzione è stata immensa, ma loro sono lì a costruire ancora, a modificare la città, a migliorarla. Senza ripensamenti abbattono edifici ritenuti scadenti, infatti il cielo di Berlino è fitto di gru colorate, a testimonianza della volontà di recuperare e di ricostruire.

Il muro, sbrecciato, è ancora lì a testimoniare l’azione folle della divisione di una città ma i milletrecento metri di murales sul vecchio muro, infondono una gioia mai provata prima: la libertà, difesa dal genere umano, prima o poi, supera la stupidità di pochi tiranni. Escono vittoriosi dalla loro triste storia, non nascondono, si assumono le responsabilità e indicano agli europei la strada. Non sono superiori agli altri, sono semplicemente avanti. Berlino è avanti a me: devo assolutamente tornarci.

1 commento su questo articolo:

  1. agnese ha detto:

    Chi ha visto Berlino, vuole tornarci una seconda,terza, quarta volta, e’ seducente come Praga ma non ha il suo mistero, è libera,è unica è diversa da ogni altra città bene Papitto Berlino è avanti.

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