il papa e lo ior, c’

8 luglio 2013 di: Sergio Masi

Su Repubblica del 4 luglio si leggono due articoli illuminanti sulla nuova figura di papa Francesco e sulle dimissioni di papa Ratzinger. Fin dall’inizio del clamoroso annunzio delle dimissioni papali, dissi che lo Ior era la causa principale e lo sviluppo degli eventi lo ha confermato. Il Papa stesso ha parlato di “carrierismo” all’interno della Curia, ha nominato una “commissione” per la revisione dello Ior, ha affermato che San Pietro non possedeva una banca, ha richiamato tutti i principi della Chiesa a occuparsi del contatto diretto con i fedeli piuttosto che degli affari, della finanza e dei rapporti diplomatici con i vari Stati in primis l’Italia.

Sono stati defenestrati Direttore Generale e vice direttore generale che erano i soggetti abilitati ad effettuare le operazione bancarie di alto livello, tra cui quelle sotto inchiesta della Magistratura per violazione alla legge anti-riciclaggio. Mentre prima c’erano solo inchieste giornalistiche che affermavano che lo Ior serviva per riciclare il denaro sporco, anche delle mafie (unica banca al mondo dove potevi versare denaro contante senza giustificare la provenienza), adesso è la magistratura italiana ad affermare ciò. Quindi il Papa non può non prendere provvedimenti. Ci ha provato Ratzinger nominando Gotti Tedeschi, ma lo hanno costretto a dimettersi. Dopo le dimissioni di Ratzinger (strategicamente perfette) Francesco ha fatto capire subito che la “musica” doveva cambiare. Certo non ha fatto come Giovanni Paolo I che commise l’imprudenza di dire che avrebbe abolito lo Ior e dato le ricchezze della Chiesa ai poveri, e morì da lì a poco. Francesco è prudente ma determinato, speriamo che vada fino in fondo. Certo per rifondare la Chiesa cattolica e farla aderire al dettato evangelico di strada se ne dovrebbe fare molta. In estrema sintesi, dovrebbe scomparire non solo lo Ior ma lo “Stato della Città del Vaticano”. Gesù disse che tornando sulla terra chissà se avrebbe trovato la fede nel mondo. Di certo condannerebbe papi, cardinali, vescovi e varie gerarchie ecclesiastiche per aver trasformato la sua “chiesa” in un covo di “cambia-valute” e “venditori di colombe”. Dopo di che farebbe delle cordicelle e li fustigherebbe, facendo saltare in aria i loro banchi (oggi banche). Forza Francesco !!! Se ci riesci ti facciamo Santo subito.

4 commenti su questo articolo:

  1. adriana ha detto:

    Sergio Masi scrive da cattolico come credente con molta obiettività, non usa termni colti ma si vede che ha una grande conoscenza delle cose. Mi piace.

  2. uberto ha detto:

    Forse consce bene la chiesa e perciò non la può approvare ma ora Francesco sperando che non siano solo parole si è fatto apprezzare da tutti

  3. bruna ha detto:

    Io penso che sia giunto il tempo del “nuovo” e sono sicura che Papa Francesco sia solo all’inizio!

  4. Lillo ha detto:

    Tra il dire e il fare c’ e’ di mezzo il mare… Comunque visto che mose’ il mare lo apri’ speriamo bene che questo Papa lo faccia

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