un’esperienza indimenticabile

19 giugno 2013 di: Silvana Fernandez

La mia amica assistente sociale Nuccia Cammara, quasi mi trascina, a fare la giurata in un concorso fotografico. Sono un po’ diffidente perché il progetto coinvolge adolescenti delle medie superiori e, dato che i miei figli sono molto più grandi, i miei nipoti molto più piccoli, conosco poco i ragazzi fra i sedici e diciotto anni e non mi sento adatta a formulare giudizi. Per convincermi la mia amica organizzatrice, che è assistente Sociale dell’Uoc Dipendenze Patologiche Asp, ideatrice e responsabile del progetto “Palermo: uno sguardo a fuoco”, una idea di prevenzione e promozione, spiega che l’auto-rappresentazione del sé attraverso l’uso del medium fotografico e dell’immagine è un’esperienza forte, ludica ed efficace nella comunicazione con i giovani e la scelta dello Smartphone è fondamentale come strumento privilegiato, perché usato comunemente dai giovani nella comunicazione tra pari e all’esterno nell’ambito dei social network. Altro importante aspetto del progetto ha riguardato – mi dice sempre la mia amica Nuccia – l’informazione e la sensibilizzazione dei giovani studenti su un importante pezzo di storia della città di Palermo. Le escursioni fotografiche durante la formazione sono state realizzate all’interno dell’ex Manicomio “P. Pisani” di Palermo, una realtà importante del territorio che andava conosciuta fisicamente e storicamente nel suo complesso significato. Dopo la formazione, è stato previsto un mese affinché gli studenti potessero realizzare gli scatti connessi al titolo del progetto, ed è stata aperta una pagina facebook nella quale è stato ricostituito il gruppo in forma chiusa. Qui il formatore e un operatore dell’Asp, collegati costantemente agli operatori Cic dei Sert e delle Scuole coinvolte, hanno seguito e sostenuto i ragazzi nelle esercitazioni durante tale periodo. Il titolo contiene in s free 1970’s television celebrity pokiesé elementi che restituiscono il senso dell’appartenenza (Palermo) e la possibilità di mettere “a fuoco” in modo libero contenuti e tematiche vicine ai giovani. Essendomi fatta convincere e dunque accettato di fare la giurata, una mattina di fine maggio mi trovo in via Pindemonte all’interno dell’ex manicomio con una équipe formata da psicologi, assistenti sociali e fotografi. Già alla proiezione dei primi gruppi di fotografie il mio interesse si fa notevole. Basta leggere le poche parole di introduzione dei vari lavori per restare, otre che sorpresi, scossi.

Ognuno di loro non è solo un adolescente, ma un filosofo. Per fare un esempio cito l’introduzione di una delle vincitrici: “Il mio lavoro è composto” -dice la diciassettene Flavia Zampardi- “da cinque foto singole, ognuna di queste ha un suo significato dell’anima. Dunque chiedo di abbandonarvi alla profondità di voi stessi e di cogliere nei dettagli delle mie fotografie i vostri sentimenti, le vostre sensazioni e le vostre emozioni”. La Zampardi, del liceo “D. Dolci”, non è l’unica ad usare frasi così profonde, si può dire anzi che ogni introduzione ci sorprende come ci sorprendono le fotografie che le accompagnano.

E’ impossibile non parlare, su Mezzocielo, di questa esperienza, non citare l’ottimo lavoro degli operatori e soprattutto i famosi “ragazzi/e” spesso accusati di essere vuote/i ed immature/i. Dalle fotografie dei primi tre ex equo, che vi mostriamo, si possono capire tante cose e valutare, senza preconcetti, la nuova gioventù che invece ci fa sperare bene.

(copertina e prima a sinistra: foto di Oriana D’accardi, liceo Damiani Almeyda; in mezzo, foto di Francesco Grimaudo, liceo Damiani Almeyda; sotto, foto di Flavia Zampardi, liceo D. Dolci)

6 commenti su questo articolo:

  1. Marcella Geraci ha detto:

    Certo sarebbe bello se un concorso fotografico su un tema d’attualità lo indicesse Mezzocielo, anche alla luce della presenza di una fotografa di fama internazionale come Letizia Battaglia…

  2. luciana ha detto:

    Mi sembra che queste fotografie potrebbero essere firmate da gente adulta, molto adulta

  3. Silvana ha detto:

    Cara Marcella mesi fa mezzocielo insieme alla società italiana delle letterate, ha indetto un concorso fotografico ma abbiamo ricevuto talmente poche fotografie che l’abbiamo rimandato al mese di novembre

  4. Annamaria, Zava. ha detto:

    le fotografie sono meravigliose una profondità e un soffermarsi sui particolari che sorprendono, bisogna investire fatica,denaro e soldi non sui settantenni che con tutto il rispetto per loro non dobbiamo certo aiutarli a ” sbocciare” ma sui sedicenni.

  5. nuccia ha detto:

    è stata veramente un’esperienza indimenticabile, la capacità di questi giovani adulti di fare questo viaggio introspettivo è stato veramente inaspettato perché non semplice. sono preziosi come gioelli. basta solo ascoltarli, c’è un mondo dentro di loro in cui dobbiamo solo specchiarci! grazie per l’apprezzamento e per l’entusiasmo di Silvana Fernandez che in questo articolo si può toccare con mano. E’ stata un’esperienza indimenticabile anche per me Silvana!!!

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