investire in cultura allunga la vita

29 giugno 2013 di: Daria DAngelo

Firmo una petizione: “zero tasse per chi investe in cultura”. Poi leggo una notizia: “L’uomo ha confessato: ha sparato perché era stato rifiutato. A Vittoria, in provincia di Ragusa. La vogliono più leggi e investimenti sulla cultura e sull’educazione.

l razzismo, la violenza sulle donne, l’omofobia trovano origini nel retaggio di pregiudizi e ignoranza, in quella sottocultura stagnante che deforma la visione dell’uomo e rimpicciolisce quella della donna. Senza cultura, conoscenza del prossimo, senza bellezza e arte le società rischiano di tornare barbariche, e la convivenza un’avventura rischiosa e impossibile. Se le società anziché evolversi, si avvitano in una spirale repressiva di riduzione delle libertà civili, bisogna avere il coraggio di ammettere che una causa è l’ignoranza. Mi chiedo se non sia opportuno, tanto per iniziare, togliere dai programmi scolastici di ogni ordine e grado qualche ora alle materie tradizionali per inserire la materia “Convivenza civile, conoscenza e valore dell’altro”, un approfondimento aggiornato di quella che una volta veniva chiamata “Educazione Civica”. E tenere in evidenza, in ogni aula scolastica, frasi come: «E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio» (Einstein).

4 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    nella scuola dove lavoro (secondaria di 1°grado) in tutte le classi un’ora viene dedicata all’educazione alla cittadinanza con valutazione sulla scheda e quest’anno, nelle classi terze, è stata affrontata la triste tematica del femminicidio per sensibilizzare i quattordicenni rispetto a un problema sociale a conclusione del primo ciclo di istruzione

  2. isabella ha detto:

    Sono poche le scuole dove viene raccontato o spiegato da dove vengono certi episodi di violenza, siamo noi con il passaparola, per esempio con un articolo così, che dobbiamo non solo aprire gli occhi alle donne ma anche agli uomini chiusi in un maschilismo becero e stantio.7

  3. laura ha detto:

    Se il livello culturale non solo del popolo ma delle classi ambienti aumentasse, metà della violenza andrebbe via, non è più il bruto analfabeta a colpire la donna ma il distinto avvocato, l’integerrimo notaio.

  4. Ornella Papitto ha detto:

    Una fonte che determina l’aggressività è legata, probabilmente, all’incapacità di accettare un ‘No’, un rifiuto, che contribuisce a far emergere la famosa frustrazione, che fa scatenare gli impulsi aggressivi più profondi, quelli prettamente animaleschi, senza filtri né di cultura, né di educazione. Sono bestie allo stato puro, primordiale. Dovrebbero legarsele quelle manacce quando colpiscono chi non può difendersi, dovrebbero guardarsi allo specchio e avere orrore (schifo) di sé stessi. Ribadisco il concetto, sono principalmente dei vigliacchi e va detto loro che sono soprattutto delle nullità, dei maschi incapaci. Urliamolo.

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement