P.P.P. (3P per gli amici), Padre Pino Puglisi e la vera Chiesa

30 maggio 2013 di: Sergio Masi

Dopo vent’anni lo hanno proclamato “beato”. Per noi amici e per quelli che lo conoscevano era “santo subito”. La causale della beatificazione: “martire in odium fidei”. Vent’anni per una motivazione “bizantina”. Bastava dire: ha fatto il suo dovere di parroco e perciò la mafia lo ha ucciso. Perché se lo fai, il prete, come 3P corri seri rischi. Quanti sacerdoti fanno questo? Ora non saprei, ma nel 1993 pochissimi. Tanto che al funerale in Cattedrale Giampiero Trere, allora sacerdote, mi disse: «Padre Pino costituisce pietra di scandalo per il clero palermitano». Perché? perché se attui il Vangelo non puoi fare a meno di esporti dicendo la Verità. Quindi, se sei parroco a Brancaccio (ma vale per Tommaso Natale, lo Zen, Cardillo, La Noce, Ciaculli, etc.) non puoi non vedere e non denunciare che i bambini vengono allevati ed educati alla “violenza mafiosa”, piuttosto che all’amore per il prossimo e al perdono.

Ma la Chiesa Ufficiale nel 1993 lasciò Padre Pino da solo. Per capire meglio sia il sacrificio di 3P sia l’atteggiamento della Chiesa-Istituzione, basta fare qualche considerazione sui funerali di Don Gallo. Il cardinale Bagnasco è stato interrotto e contestato. Le cronache riferiscono che qualcuno abbia gridato “ipocrita”. Cercava di nascondere che il Cardinale Siri, a suo tempo, aveva punito Don Gallo perché aveva accompagnato ad abortire una prostituta che gli chiedeva aiuto. Vangelo: «Le prostitute e i lenoni vi precederanno nel Regno dei Cieli» e come giudicava Gesù il potente clero dei suoi tempi? «sepolcri imbiancati».

Ma a cosa è dovuta l’ipocrisia della Chiesa-Istituzione? La risposta me la sono data oggi rivedendo il capolavoro di Zeffirelli “Fratello Sole sorella Luna”. Papa Innocenzo III autorizza S.Francesco a istituire l’ordine francescano e in tale occasione si dice “umiliato” per la povertà e l’umiltà di S. Francesco rispetto al suo ricco e splendido abito da Papa, e alla superbia dei suoi “accoliti” che guardano il fraticello con disprezzo. Ebbene, è questo che non va nella Chiesa cattolica. C’è grande incoerenza fra quello che predica e quello che fa. L’ipocrisia è subdola negazione della verità. Perché Innocenzo III non vendeva le sue ricchezze per dare il ricavato ai poveri, dato che aveva riconosciuto che la povertà del Fraticello era consona al Vangelo? Perché la Chiesa attuale non lo fa? Perché non rinunzia al potere temporale e alle sue scorie (Ior, ambasciatori, militari e burocrati)?

Certo che il Papa attuale Francesco si è presa una bella responsabilità a scegliere questo nome. Se decidesse di fare quello che ho detto, speriamo non faccia la stessa fine di Giovanni Paolo I. Concludendo, i veri cristiani si aspettano una Chiesa spirituale che è esattamente quella dei Don Pino Puglisi, Don Gallo, Don Diana (ucciso dalla camorra e mai beatificato). Della Chiesa-Isituzione, che officia i funerali di Pinochet, nega la comunione ai divorziati, chiama assassino il papà di Eluana Englaro, non sanno che farsene e per fortuna la gente questo lo ha capito.

2 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    dal sito ufficiale di Padre Pino Puglisi:

    domandavamo, impertinenti i ragazzi del ginnasio.
    Spiegava che le orecchie grandi gli servivano ad ascoltare meglio, le mani grandi per accarezzare con più’ tenerezza, i piedi grandi per camminare veloce e soddisfare subito le richieste di aiuto. “E quella testa pelata?”, E lui concludeva, passandosi una mano sulla calvizie: “Per riflettere meglio la luce divina…”.

    queste le risposte a tanti perché

  2. rossella caleca ha detto:

    Questo articolo mi è piaciuto moltissimo, per la chiarezza con cui ricostruisce il senso dell’opera di Padre Puglisi, così difficile da “riconoscere” per la Chiesa- Istituzione , per l’incisività con cui dice quello che molti pensano. Mi riconosco totalmente nelle opinioni che esprime, e penso che non possano più essere ignorate le voci di chi vuole la fine dell’incoerenza e dell’ipocrisia.

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