“In sana mente” Riccardo III ai Cantieri culturali

21 aprile 2013 di: Gabriella Marinese Marafon

Ormai da un mese, più di venti pazienti psichiatrici nelle vesti di attori protagonisti sono stati impegnati su un vero palcoscenico in una rilettura della famosa opera Shakespeariana della figura dell’insano Riccardo III sotto la guida di Roberta Torre nei magnifici locali dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Sul palco anche un medico e qualche infermiere completamente o “stupendamente” assorbiti in questo impaziente gioco teatrale composto di pazienti affiancati da attori professionisti e non, stravolgendo, come solo il teatro sa fare, la logica dicotomica normalità/ anormalità che condiziona ancora oggi il concetto di malattia mentale nella clinica dei disturbi. La realizzazione di questo progetto teatrale, inizialmente nato come laboratorio artistico pensato appositamente per uno specifico target di soggetti, ha per scopo la costruzione di un percorso artistico personalizzato in base alle differenti attitudini dei pazienti.

La rappresentazione realizzata in collaborazione con la Onlus Stupenda-Mente, presieduta da Marcello Alessandra anche ideatore del progetto, si occupa della ricerca e della divulgazione del sapere psichiatrico, operando sul territorio per la sensibilizzazione contro ogni forma di stigma e di intolleranza dichiarata.

L’Associazione, all’interno dei progetti sociali che sta svolgendo a scopo riabilitativo e terapeutico si avvale dell’uso di metodiche, quali musicoterapia, laboratori artistici, teatrali etc., che richiedono, appunto, la partecipazione attiva della persona, sia avvalendosi di capacità e di competenze dei propri associati sia di collaborazioni esterne. Sotto l’aspetto clinico esperienziale la presenza di venti pazienti psichiatrici, veri protagonisti sul palco, ha una forte valenza terapeutica, utile al cambiamento di atteggiamento mentale nei confronti di quanti vengono ancora etichettati come “diversi”. Un’occasione, quindi, per cominciare a pensare ed agire in un’ottica della cultura del rispetto, in un mondo dove esistono tante differenze individuali, acquisendo una nuova cultura fondata sull’accoglienza alla diversità.

In che modo? imparando a esser franchi e sforzandosi di sentire e vedere, più con il cuore e con la mente, la “musica” che si crea dentro di noi, come spiega il dottor Alessandra nel suo primo libro intitolato “La vita sempre”, edito dalla casa editrice Dario Flaccovio. Il teatro, nella sua funzione di “cura” relazionale, costituisce uno strumento di sostegno strategico ed efficace in tal senso, non solamente da destinare a coloro che chiedono aiuto ma anche a qualsiasi situazione di vita, in generale. Una reale possibilità, dunque, un’opportunità accessibile per tutti quanti.

Le date di presentazione dello spettacolo sono programmate Sabato 27 e Domenica 28 e alle 18.30 e un’ultima rappresentazione è previsto il 4 Maggio. Per informazioni http://www.stupendamente.com/

1 commento su questo articolo:

  1. Gabriella ha detto:

    Il mio ringraziamento stupendo per la disponibilità, ma soprattutto pazienza, di Stefania Savoia_

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