il tovagliolo lasciato sul tavolo

29 aprile 2013 di: Clara Margani

E’ veramente bella la mostra di Giuseppe De Nittis, ospitata a Padova nella sede di Palazzo Zabarella dal 19 gennaio al 26 maggio 2013. Inizia con un piccolo quadro degli esordi che raffigura due giovani donne sedute su una panchina in un giardino: una di profilo con i capelli chiari in abito bianco con una cintura azzurra che si sporge verso l’amica, più severa sia nella postura frontale e rigida che nell’abbigliamento dai colori più scuri, impegnata in un lavoro femminile, quasi invitandola ad interromperlo e ad occuparsi di altro oppure confidandole un suo piccolo o grande segreto. Ancora non c’è la grande maestria di De Nittis nel ritrarre figure femminili di solito isolate, intense, spesso tristi o pensose e quell’uso della luce, dei riflessi; non c’è ancora la lievità delle donne degli ippodromi, dei viali e dei salotti parigini né la serenità dei legami familiari né l’illuminazione dei paesaggi, eppure c’è qualcosa di particolare nelle pieghe delle vesti, nel ruotare del busto dell’una e nello sguardo severo dell’altra che preannunciano il grande interesse del pittore per l’illustrazione di un’umanità femminile fuori e dentro gli schemi sociali dell’epoca, di cui danno testimonianza i numerosi quadri che è possibile ammirare nelle varie sale della mostra.

Di sala in sala si arriva così all’ultimo quadro della mostra, il famoso “Colazione in giardino”, nel quale il pittore ritrae la moglie e il figlio seduti ad un tavolo apparecchiato nel giardino della loro casa. La ragazza del primo quadro è diventata donna, moglie e ha un figlio che le assomiglia molto. Di De Nittis nella mostra c’ è un solo e unico ritratto, ma il suo vero ritratto è in questo quadro. Nella parte opposta del tavolo a quella dove siede la moglie c’è un tovagliolo lasciato da un terzo commensale che ha terminato di mangiare ed è uscito di scena, e gli altri due forse non se ne sono nemmeno accorti impegnati come sono a dar da mangiare a delle oche. Quel tovagliolo lasciato sul tavolo è sicuramente quello di Giuseppe De Nittis, che di lì a poco morirà improvvisamente a solo 38 anni.

2 commenti su questo articolo:

  1. Micol ha detto:

    Si quel tovagliolo la sedia appena scostata danno un’aria di qualcosa di interrotto ma senza fretta ne aria triste di un distacco brava Clara per centrare in un quadro e nei fatti quotidiani un particolare che racchiude un racconto.

  2. gemma ha detto:

    la grande sensibilità dell’autore del quadro ha fatto breccia nel cuore e nella mente dell’autrice di questo articolo e ha suscitato grande empatia in chi commenta questo articolo….un senso di smarrimento, un vuoto, un disorientamento legato a un’assenza apparentemente temporanea della figura maschile di riferimento e che invece, di lì a poco, sarà permanente….restano i ricordi, le immagini dei momenti più belli.
    Solo un grande artista poteva rappresentare lo stato d’animo che si prova quando viene a mancare qualcuno che ha riempito spazio e tempo della vita dei suoi cari prima di congedarsene

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