gentile signora Clio, le scrivo…

4 aprile 2013 di: Silvana Fernandez

Gentile Signora Clio Bittoni Napolitano, questa non è una delle mie solite lettere, la chiamerei piuttosto un bigliettino, cercherò infatti con la fantasia di limitare lo spazio immaginario per adattarlo alle poche parole che abbiamo udito da lei, e a quelle brevi frasi che adesso e in questi anni avrei voluto dirle.  Anni nei quali si è tenuta sempre in secondo piano, non perché fosse lontana dalla politica, dato che i suoi genitori ferventi attivisti di sinistra la portavano ancora piccolina con loro in sezione, dove spesso si addormentava sotto la fotografia dei grandi del partito così che fra sonno e veglia, fra un gioco e l’ altro lei, a dieci anni, li aveva già conosciuti tutti. Gentile Clio, il suo modo di fare è totalmente privo di esibizionismo tanto che dopo il presenzialismo ostinato di Franca Ciampi, sempre nel ruolo di madre della patria, e dopo la presenza continua di Marianna Scalfaro nella parte di angelo custode del padre, siamo stati felici di avere accanto al nostro nuovo presidente lei che aveva l’aria di dire “sono qua per dovere ma avrei ben altro da fare”. Noi donne abbiamo tirato un sospiro di sollievo, prima perché lei ci piaceva molto e poi perché eravamo finalmente libere anche da prolisse lezioni di Armani e Valentino che spiegavano, in televisione, perché avessero fatto indossare alla moglie del presidente Ciampi, in questa o in quell’occasione questo o quel colore, quasi donna Franca fosse una che sapesse presenziare ma non fosse capace di indossare da sola né un vestito né un paio di scarpe. Grazie dunque, signora Clio Bittoni Napoletano, per aver mantenuto la disinvoltura di quando, come avvocato, dedicava il suo tempo a difendere le donne e gli ultimi. Grazie anche per essere riuscita a creare un’atmosfera serena al Quirinale perché, se non avesse avuto un ambiente adatto a lui, il presidente avrebbe traballato molte volte di fronte agli scandali internazionali, tipo nipote di Mubarack, ed anche, perché no, di fronte alla logica fatta solo di metafore dell’amico Bersani. Una sola cosa, signora Clio, ritengo lei abbia fatto male: ha infatti sempre camminato due passi indietro a suo marito (usanza tipica dei paesi arabi, ma nel suo caso legato forse ad un problema di caviglie deboli). Purtroppo questo suo modo di essere, o questo suo problema ortopedico, ha fatto sì che il suo amato Giorgio, non vedendola, abbia rimosso dalla mente quale grande saggezza ha una donna come lei, ed al momento di scegliere i saggi per il parlamento, si è ricordato solo di tante ex veline quasi istituzionali, o di attuali signorine pronte con la bocca a canotto a non naufragare, ed ha preferito, oltre a farci trovare nella lista alcuni nomi non proprio adatti, anche la assoluta mancanza di donne. La prego, gentile Clio Bittoni Napolitano, affretti il passo, si metta sempre in piena luce, non lasci che il presidente perda d’occhio una donna come lei.

4 commenti su questo articolo:

  1. eugenia ha detto:

    Apprezzo questa donna così distaccata dal potere così schiva in un secolo di enorme arroganza, un saluto lo meritava.

  2. annamaria, Z. ha detto:

    Forse le donne che piacciono agli italiani non sono queste… l’italiano ama più le veline

  3. Aldo Torre ha detto:

    Ma certo gentile Annamaria agli uomini piacciono anche le veline ma la garbata signora Clio che è stata un’agguerrita avvocatessa ai suoi tempi non è in competizione con nessuna letteronza, velina o vallettina, è proprio un’altra cosa.

    • gemma ha detto:

      Che commento garbato il tuo, caro Aldo, lo apprezzo molto…..non è vietato apprezzare la fisicità femminile, come pure non è disdicevole trovare attraente un ragazzo che appare sul video nel ruolo di figurante decorativo. Entrambi sono l’espressione della tendenza allo sfruttamento televisivo dell’immagine stereotipata di bellezza di giovani uomini e donne. Persone come la signora Clio non hanno bisogno di “costruire” un’immagine: sono coerenti con la propria che resta unica e inimitabile.

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