Pistorius blade runner o blade gunner?

19 febbraio 2013 di: Giusi Catalfamo

Corridore o assassino? La seconda che hai detto. Già, il mito Pistorius è crollato fragorosamente. Ma è stato veramente un mito? Devo dire che le sue interviste non mi hanno mai convinto. Ho sempre visto in lui un mix di arroganza ed esaltazione, certo è riuscito a sconfiggere una mutilazione invalidante con delle protesi di carbonio che gli hanno consentito di diventare un numero uno, ma come tanti, troppi numeri uno, anche il suo mito è crollato e con l’accusa più tremenda, omicidio premeditato (forse). Ha dichiarato alla polizia di avere sparato perché pensava fosse entrato un ladro. Nessun pentimento quindi, ha pensato solo a salvare la pelle ed evitare la galera. Un ladro penetrato in una casa che era una specie di fortino super protetto e quasi inaccessibile dall’esterno. Difficile da credere. E quale ladro si nasconde nel bagno? Solo uno sprovveduto. Nel bagno c’era invece la sua fidanzata, la bellissima Reeva, colpita a morte con una scarica di proiettili. Forse si era rifugiata lì per difendersi, forse aveva avuto paura della sua gelosia. Ne avevano dato testimonianza i vicini, che alle grida della donna avevano già allertato la polizia. Tutto è avvenuto la notte di San Valentino, quando anche Reeva avrebbe voluto danzare nel One billion Rising, il meraviglioso flash-mob contro la violenza che ha coinvolto un miliardo di donne di ogni parte del mondo, e c’erano anche tanti uomini! Forse gli stessi che domani, travolti dall’ira, ti picchieranno a morte. E allora viene da chiedersi, possiamo fidarci? Chi sono le persone che ci stanno accanto, che frequentiamo? Mariti fidanzati amanti padri fratelli amici spesso ci considerano una loro proprietà, convinti di poter decidere della nostra vita e della nostra morte. Sbagliato! Certo, non dobbiamo essere paranoiche e vedere in ogni uomo che frequentiamo un potenziale assassino, ma essere vigili sì, è un nostro dovere. E al primo schiaffo, non dobbiamo porgere l’altra guancia, né dargli un’altra possibilità, perché forse ce ne potrebbe essere un altro e poi un altro ancora, e poi potrebbe mandarti all’ospedale e poi direttamente al cimitero. Meglio allora chiudere definitivamente, mettere punto e andare a capo, senza coltivare l’illusione che il tuo amore lo guarirà e che ritornerà confuso e pentito e sono d’accordo con Lucianina Litizzetto quando dice: «Un uomo che ti picchia è uno stronzo che sconosce il significato del verbo amare».

3 commenti su questo articolo:

  1. Renata ha detto:

    brava giusi, un articolo che mi è piaciuto perché riesci a cogliere tutti gli aspetti di questa vicenda tragica e della personalità malata di pistorius. anche questo delitto si somma agli altri. ormai è un fenomeno sociale e non possiamo che denunciare sempre e comunque. tacere sulle violene familiari ci rende complici del violentatore e non più “vittime”.

  2. Giusi ha detto:

    Ciao Giusi mia omonima, brava hai inquadrato bene la situazione in cui vive l’umanità alla ricera non di Dio ma del super io anche a me piaceva l’uomo mi sembrava quasi un’eroe ma gira, gira tutto si risolve in aggressività , contro chi ma le donne.

  3. vera ha detto:

    Steroidi, forse cocaina forse droga, senso di onnipotenza, è questa una storia contemporanea.

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