iniziativa, questa si, rivoluzionaria

1 febbraio 2013 di: mezzocielo

All’Ospedale Civico di Palermo nasce il primo ambulatorio per transgender. Il reparto operativo all’interno dell’unità di Ostetricia e Ginecologia ha lo scopo non soltanto di garantire il diritto alla salute ma anche, in prospettiva, di aiutare chi volesse cambiare il proprio sesso senza per questo doversi spostare a Casablanca o in altre città del mondo. Il centro, unico in Italia, sarà aperto giovedì 14 febbraio ed è stato fortemente voluto dal primario Luigi Alerio la cui proposta è stata sostenuta dal grande regista spagnolo Pedro Almodovar, e non solo, che già in Spagna si è reso promotore di uguali iniziative portandole a compimento. Anche Firenze e Roma vantano ambulatori destinati ai transgender, ma la loro azione si limita alla somministrazione di terapie particolari ed è ancora enorme la resistenza culturale ad affrontare temi riguardanti i diritti civili di soggetti che, per autotutela rispetto alla discriminazione socioculturale imperante, tendono a non recarsi nelle strutture ospedaliere pubbliche.

Per la Sicilia, si deve riconoscere che questo sia un esempio di grande civiltà nel rispetto delle diversità, nel rispetto della libertà soggettiva; un esempio di notevole importanza anche simbolica che amplia la strada già tracciata per l’integrazione sociale di persone che appartengono al mondo nel quale tutti viviamo e conviviamo.

4 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    Presso l’Ospedale San Camillo di Roma ( Dipartimento Chirurgia Generale e Specialistica) è operativo dal 1992 il SAIFIP (Servizio per l’Adeguamento tra Identità Fisica ed Identità Psichica), istituito come Servizio di consulenza e di sostegno al percorso di adeguamento per le persone che intendono chiedere la “rettificazione di attribuzione di sesso ” secondo la legge n.164 del 1982 e che si rivolgono presso tale struttura, come previsto dalla legge della Regione Lazio n.59 del 1990 . Qualora se ne faccia richiesta, nei casi ritenuti idonei, il giudice autorizza con sentenza gli interventi chirurgici di asportazione degli organi della riproduzione del sesso biologico di appartenenza e, su successiva istanza dell’interessato, il cambio anagrafico del nome proprio e del sesso attribuito alla nascita.
    Secondo i dati trasmessi da questo Servizio, in italia si effettuano circa 100 interventi chirurgici l’anno per cambiare sesso. Si tratta soprattutto di uomini che hanno deciso di diventare donne, in proporzioni dei due terzi. In termini numerici, una persona su 18 mila chiede di passare dal sesso maschile a quello femminile, mentre una su 36 mila di fare il percorso contrario.

  2. Giulia ha detto:

    Avevo letto la notizia sui quotidiani e sono contentissima che anche la mia città- palermo- si apra al rispetto e alla diversità di orientamento sessuale. Era ora che ci allineassimo anche noi a quelle che sono le esigenze, i desideri e le scelte dei soggetti e che anche le strutture ospedaliere pubbliche si adeguassero. Il problema resta sociaile e culturale, speriamo, come dice il titolo di questa notizia, che la rivoluzione frantumi le politica dei conservatori e legiferi sui diritti civili e che soprattutto si sottragga all’influenza del vaticano

  3. Renata ha detto:

    una bella notizia e un esempio di come si possa procedere all’integrazione, non più all’ipocrita tolleranza, di persone che scelgono vie diverse da quella spacciate per “normali”. Finiamola con gli stereotipi e i luoghi comuni perché, come è scritto nell’articolo, tutti viviamo e conviviamo in questo mondo che, appunto, appartiene a tutti in egual misura.

  4. Annarosa ha detto:

    Chissà che non si aprano delle possibilità di cure migliori anche per anziani e disabili, disponibili a cambiar sesso in cambio di un servizio sanitario efficace!

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