incognite e paura, Grillo dovrà spiegarci

28 febbraio 2013 di: Fortunata Pace

Mi cresce la paura. Per i possibili o fatali accordi tra Bersani e Berlusconi, con in mezzo la culletta di Monti abilmente sospinta da destra a sinistra? Per un ipotizzabile ritorno alle urne che vedrebbe perdere voti al Pd e aumentare il Pdl, sull’onda dell’Italietta che ha nascosto il suo voto dietro la schiena e che ora si farebbe vanto di palesarlo? No, la paura più grossa e, facciamoci caso, fuor dalla storia della protesta e del mal di pancia degli italiani, anche se l’onda di piazza non poteva che prendere il via da questo, la paura davvero la mette Grillo, il movimento che da anni ha creato, l’esercito apparentemente anonimo ma mai distratto che in larga parte fa ingresso nei Parlamenti, l’uso, ormai imminente che Grillo col suo amico Casaleggio, dovrà farne. Quel che dice, con in mano la Costituzione che per altro verso ignora, è di voler restituire la sovranità al popolo.

Questo popolo ignorato, beffato, aggirato (e come non condividere…) che lui sta conducendo dentro le mura del Palazzo per sorvegliare tutti e tutto. Ma come? Un mucchietto di giornalisti ricevuti fuor dalla porta di casa sua, per dieci minuti o forse poco più hanno provato a chiederlo. «Come, non sappiamo ancora, si vedrà, vedremo». Strano davvero, prepararsi a far opera di governo senza sapere come! Ma più incisive le altre risposte, a chi continuava ad insistere su eventuali accordi con questo o quell’altro partito: «Noi non siamo con nessuno, possiamo forse votare da qualunque parte provenga qualcosa che fa parte del nostro programma, ma staremo dietro a loro e dovranno stare attenti». Citiamo il senso e non letteralmente le frasi che suonavano poi in modo ricorrente, circa in questo modo: «Ma che mi chiedete se facciamo accordi, ma con nessuno, che domande fate, non lo avete capito che “è finita” che la storia è cambiata, basta, facciano i loro inciuci, dureranno un paio di mesi e via. Noi staremo dentro in tanti e milioni fuori, ma con noi». E lei Grillo non sarà un parlamentare? «Io starò a casa mia, col mio orto e con l’insalata che non mi cresce…».

Diversamente dalla nostra paura che, come si diceva, cresce e che le parole dell’ex attor comico genovese, innaffiano. E’ finita? E’ finita una brutta storia politica? E’ lui, col popolo sovrano, che la smantella? E allora non mastichi parole, la maschera della protesta dovrà placarsi e dal suo movimento stellato dovrà nascere una storia nuova. Bella? Capace di rifare a nuovo l’Italia? Ce la racconti in fretta, anche se i tantissimi aderenti credono di averlo capito, noi no. Saremo pochi ma anche noi parte del popolo sovrano. Abbiamo diritto di conoscere ciò che potrebbe attenderci.

(la vignetta è di Staino, disegnata apposta per mezzocielo.it, grazie!)

2 commenti su questo articolo:

  1. Maria Giovanna ha detto:

    Ieri scrivevo: non il popolo ma “il populismo” è sovrano.
    Vedo all’orizzonte una marea di insignificanti persone, che parlano con le parole del “Grillo parlante”. Un tipo di italiano molto diffuso, ubbidiente e supìno al miliardario di turno. L’italietto medio, o mediocre, non conosce il modo “imperfetto”. Ieri non esiste. Esiste oggi e neanche il domani. Siamo “a mmare coi pisci”. Navighiamo a vista… Attenti agli scogli.

  2. silvia ha detto:

    Giorni fa scrivevo: certa politica, lontana dalle reali istanze sociali del Paese, nel migliore dei casi si è ridotta ad essere puro esercizio di freddo distacco aristocratico.

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