con Goliarda Sapienza al cinema De Seta

21 febbraio 2013 di: Rossella Puccio

Chi era Goliarda Sapienza? Non in moltissimi, ahimé, conoscono questa meravigliosa scrittrice siciliana, catanese per l’esattezza, di cui tra tutti è soprattutto conosciuto il romanzo ‘L’arte della gioia’, più volte rifiutato dagli editori italiani mentre era in vita. Goliarda morirà, infatti, il 30 agosto del 1966 senza fama, dimenticata quasi. La mancata pubblicazione de ‘L’arte della gioia’ divenne, poi, motivo di depressione che la ridusse in povertà e, in seguito a un furto di gioielli vivrà la terribile esperienza del carcere. Oggi la figura irriverente di questa grande artista è riconosciuta in quasi tutta Europa, annoverata tra le maggiori autrici letterarie italiane del Novecento, espressione del neorealismo; il suo romanzo è diventato di culto sia in Francia che in Germania, e finalmente anche in Italia. Così, imperdibile l’appuntamento offerto dal Sicilia Queer FilmFest questa sera, alle 21 presso il Cinema De Seta ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, per assistere alla proiezione de ‘L’Antigattopardo. Catania racconta Goliarda Sapienza’, documentario di Giuseppe Di Maio e Alessandro Aiello, fondatore di Canecapovolto, uno dei collettivi sperimentali di cinema più interessanti del panorama italiano. Realizzato in collaborazione con la Società Italiana delle Letterate questo documentario è stato girato nel 2012 nei luoghi di Goliarda, tra immagini di repertorio e interviste per raccontare questa grande anima e interrogarsi sulle ragioni che hanno ritardato, o in qualche modo impedito, il suo successo. Nel video immagini dello spettacolo a lei dedicato “Io ho fatto tutto questo” di Maria Arena, la lettura, a cura di Egle Doria, di pagine delle sue opere, e anche una raccolta di testimonianze di coloro che hanno partecipato al “Viaggio sentimentale e letterario nella Catania di Goliarda Sapienza”, organizzato nel 1996 da Pina Mandolfo. Sarà proprio la Mandolfo, scrittrice (letteraria e cinematografica) e intellettuale siciliana, rappresentante della Società Italiana delle Letterate, a presentare ‘L’Antigattopardo’, insieme all’attrice Daniela Orlando. Chi era Goliarda Sapienza, dunque? È questo che i più potranno scoprire stasera, e forse non del tutto, ma comunque entrare nel mondo di una donna irriverente, libera come le sue idee, impegnata in una scrittura intensa, politica, capace di spaccare i dogmi di una società servile e contraddittoria, come quella siciliana dell’epoca. Figlia d’arte, nata da Maria Giudice, sindacalista lombarda, e Giuseppe Sapienza, avvocato socialista, nasce e vive a Catania in un clima rivoluzionario: i suoi genitori dirigono il giornale ‘Unione’ e partecipano attivamente alle lotte per l’espropriazione delle terre in Sicilia, il fratello maggiore Giuseppe verrà ucciso presumibilmente dalla mafia e segnerà inevitabilmente la vita di Goliarda. Si sposterà a Roma per studiare all’Accademia di Arte Drammatica, con Silvio D’Amico, e poi in giro per l’Italia frequentando salotti intellettuali. Recitò sia in teatro che al cinema lavorando tra gli altri con Luchino Visconti, Alessandro Blasetti e Citto Maselli, suo compagno nella vita. Tutto questo è dentro la sua scrittura, passionale, intima, idealista che punta dritto alle cose e le rimanda al lettore. Goliarda amoreggia con la parola, la possiede, e la usa a suo piacimento con una facilità inaudita. La sua scrittura è potente e riflette anche le inquietudini di un animo complesso che non riesce a vivere con facilità le antinomie del tempo, le grandi delusioni contrapposte agli altrettanto grandi successi, così tanto da compromettere la propria stabilità e portarla, per ben due volte, al suicidio, a cui seguiranno ricoveri e trattamenti di elettroshock. Eppure in lei serpeggia il seme della speranza, il capovolgimento degli stereotipi e dello scetticismo siciliano, da qui la scelta del titolo, per quel messaggio che è esattamente opposto a quello del Gattopardo: «Cambiare è possibile!».

3 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    Cara Rossella, per me questo tuo articolo è stato come ricevere un inaspettato regalo che mi ha riempito di vera “gioia”! Forse sono tra le poche fortunate a conoscere già Goliarda Sapienza? Mi ha conquistata fin dal primo libro che ho letto: “Il filo di mezzogiorno”. Pubblicato nel 1969, è il diario delle sue sedute di psicoanalisi. Lessi a seguire “l’arte della gioia” che non mancò di coinvolgermi come pochi altri libri sono riusciti a fare. Tra chi ha creduto in lei fin dall’inizio c’è chi ha dichiarato: Il tempo lavorerà a favore dei libri che ha scritto Goliarda Sapienza”…ed è vero! Grazie

  2. silvana ha detto:

    Quando due anni fa le librerie francesi erano piene dei libri Goliarda Sapienza tradotti in francese, secondo i francesi una loro scoperta, ho provato una grande soddisfazione perchè noi di mezzocielo cartaceo l’avevamo scoperta, ed io avevo scritto un’articolo, tanti anni prima, allora i suoi libri erano introvabili e per avere “l’inno alla gioia e l’università di Rebibia” avevo dovuto contattare, tramite amiche, il suo ultimo compagno di famiglia palermitana che fu gentilissimo e prodigo di particolari sulla sua vita.

  3. silvia ha detto:

    Credo di aver scoperto Goliarda Sapienza, proprio un paio di anni fa, grazie ad un trasmissione radiofonica:Faherenheit. Rimasi colpita dal ritratto di donna che emergeva dalla sua biografia, così volli sapere qualcosa di più sul suo conto e conoscerla meglio. Non ebbi difficoltà ad ordinare in libreria: “Il filo di mezzogiorno” (edito da Baldini e Castoldi – La Tartaruga edizioni). Trovai poi “L’arte della gioia” nel circuito delle Biblioteche di Roma ed in seguito, per avere una copia da conservare, l’ho acquistato nelle edizioni Einaudi. Riguardo “Io, Jean Gabin” invece è stato solo il caso a farmelo trovare su una bancarella di libri usati. Non so spiegare nemmeno a me stessa la grande ed immediata sintonia che ho provato verso questa autrice ed è per questo motivo che sono contenta che ora ne parliate su mezzocielo. Come altre voci ancora poco conosciute, è un bellissimo esempio dell’enorme potenzialità contenuta nella letteratura femminile!

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