un bus tutto per loro

10 gennaio 2013 di: Anna Trapani

“Vengo anch’io”. “No, tu no!” Così cantava tantissimi anni fa Enzo Jannacci. Il verso della vecchia canzone mi è tornato in mente leggendo quanto sta succedendo a Trapani, dove il consigliere comunale Andrea Vassallo ha proposto, subito smentendo visto il polverone suscitato, di istituire una linea di autobus per soli extracomunitari in base alle lamentele di alcuni “indigeni” sul comportamento tenuto negli autobus dai “neri”. A Salinagrande si trova, infatti, il centro di accoglienza per i richiedenti asilo e, pare, che i passeggeri locali diretti in centro con il bus che trasporta gli immigrati si siano lamentati di certi atteggiamenti e comportamenti. Il sindaco di Trapani, Vito Damiano, nel tentativo di attenuare le proteste per questa sorta di apartheid alla siciliana, ha detto che un tempo esisteva già un bus navetta per gli extracomunitari che li portava gratuitamente dal centro di accoglienza al centro città. Eliminato per questioni economiche, si potrebbe riattivare dato che il pensiero del consigliere Vassallo era questo e non un voler ghettizzare gli immigrati.

Se vogliono prendere la linea di autobus a pagamento, nulla lo vieta. Tutto ciò, in una terra multietnica e accogliente per antonomasia come la Sicilia. Dico accogliente e non tollerante a ragion veduta, poiché sono due concetti assolutamente diversi. La stessa storia dell’isola ci insegna che qui il razzismo non ha e non può avere cittadinanza. Non siamo nell’Alabama del 1956, dove ci volle un pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti per dichiarare incostituzionale la segregazione sugli autobus. Tutto nacque dal “no” di Rosa Parks che si rifiutò di alzarsi per far sedere un bianco. Un “no” forte e deciso che diventò leggenda, aprendo ai neri nuove prospettive di vita più dignitose. Rosa, sarta di 42 anni, finì in carcere per il suo rifiuto ma questo diede avvio al boicottaggio degli autobus. Tutti i neri cominciarono ad andare a piedi, e in breve tempo la compagnia di bus fallì. Ci volle il tracollo finanziario perché la Corte si decidesse a emanare il famoso verdetto. La via era tracciata per l’integrazione razziale in America. E noi cosa facciamo? Ripartiamo da quel ’56 per percorrere la strada all’indietro? Dobbiamo fare tesoro della storia altrui.

2 commenti su questo articolo:

  1. Paolo.R.Russo ha detto:

    Mi domandavo perchè di questo atto così razzista non se ne parlava sul sito, l’assessore doveva subito chiedere le dimissioni, anni di lotte per sconfiggere la segregazione razziale ed poi una notizia del genere passa in seconda linea , il gesto di Rosa Parks è importante anche perchè fece capire che certe rivoluzioni pacifiche hanno un loro senso, noi ,per esempio, potevamo boicottare mediaset per mesi non cliccando mai sui suoi programmi!

  2. ornella papitto ha detto:

    Guardatelo in faccia l’assessore intervistato e immediatamente diventato famoso. Ha il volto di uno scimmione “bianco”. Nessuna offesa per gli scimmioni. E’ un insulto all’intelligenza. Come cittadina italiana e residente in Sicilia, chiedo scusa a tutti gli stranieri da lui mortificati.

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