no muos, a Niscemi e pure altrove

27 gennaio 2013 di: Coord. reg. Comitati NoMuos

La decisione del ministro dell’interno Cancellieri di dichiarare il sito dove dovrebbe sorgere il Muos “di interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati” è un vero golpe politico istituzionale. Con questo atto si apre la strada alla repressione manu militari della crescente mobilitazione delle popolazioni e dei comitati No Muos che da tempo si oppongono all’installazione del devastante sistema di morte delle forze armate Usa e alla militarizzazione dei nostri territori. Da quasi 50 giorni centinaia e centinaia di cittadini di Niscemi e delle zone circostanti si alternano nel presidio permanente di c.da Ulmo nei pressi della stazione di telecomunicazioni militari Usa per impedire il transito dell’autogru (della ditta Comina Srl di Belpasso) e dei mezzi utili a completare l’installazione delle 3 micidiali parabole. In queste settimane il presidio permanente è diventato un prezioso laboratorio di democrazia diretta e di socializzazione di differenti esperienze politico-culturali e di rapporti umani. Il Presidio ha dato luogo a numerose iniziative (musicali, artistiche,sportive), ma soprattutto, grazie all’eroico impegno degli attivisti NoMuos, si sono messe in pratica vere e proprie azioni dirette di blocco e rallentamento dei mezzi che lavorano nella base della morte.

Secondo il ministro Cancellieri il modo migliore per affrontare una drammatica vicenda che da decenni ha stuprato la riserva Sughereta, danneggiato la nostra salute e contribuito a compiere crimini di guerra contro l’umanità sarebbe quello dell’uso dell’esercito in funzioni di ordine pubblico e per reprimere la legittima protesta popolare. La ministra “tecnica” di un governo ormai dimissionario – a 45 giorni circa dal rinnovo del parlamento – sceglie di violare apertamente la Costituzione (art.11) che ripudia la guerra, impedendo che si accertino nelle sedi istituzionali le innumerevoli violazioni di legge nelle procedure di autorizzazione. E lo fa utilizzando una norma di stampo autoritario-fascista, forse nell’estremo tentativo di impedire che le mobilitazioni popolari contro il Muos crescano ancora di più, consolidando anche nel martoriato Sud un nuovo fronte di Resistenza come in Valsusa con il movimento NoTav.

A fine d’anno abbiamo avuto un’incontro all’Ars con l’assessore all’ambiente Lo Bello. Il confronto deve proseguire purché sia utile a raggiungere in tempi immediati la revoca da parte della Regione, in autotulela, di tutte le autorizzazioni concesse per i lavori all’interno della Sughereta. Da parte nostra comunque, continuerà la lotta contro il criminale progetto di guerra e di devastazione ambientale. Già a partire dai prossimi giorni lanceremo un calendario di mobilitazioni che si articoleranno a livello locale, regionale e nazionale. No al Muos, No alla guerra, via le basi Usa dalla nostra terra!

2 commenti su questo articolo:

  1. rita ha detto:

    Sarebbe importante che prendeste contatto con i grossi big del giornalismo, sopratutto televisivo, perchè se il problema
    viene sentito a livello nazionale, allora è possibile suscitare , col tempo, una inversione di rotta. Speriamo!

  2. sergio masi ha detto:

    Sarebbe opportuno indire un referendum abrogativa della legge che autorizza il Muos

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