la storiapatria non ha più patria

18 gennaio 2013 di: Rosanna Pirajno

Ma non è una vergogna insopportabile che abbia chiuso i battenti, per mancanza dei dovuti finanziamenti regionali, la Storia Patria? Come dire le nostre radici, la culla, la tana, il ventre materno che ti nutre per affrontare il mondo con tutte le risorse che servono, la nonna, l’antenata di cui andare fieri perché qualcosina ha combinato nella sua lunga esistenza, il librone a cui attingere per sapere chi sei, da dove vieni e perché ti comporti così e cosà, e poi luogo bellissimo di antica memoria, di silenzi monacali e mistiche meditazioni, di passi solenni che l’hanno attraversato e fulgide menti che l’hanno illuminato, di parole scritte e pronunciate mai banali e mai superflue, di figure dipinte e scolpite e disegnate e fotografate e raccontate che vigilano dalle pareti e nelle severe scaffalature, di incontri speciali con persone speciali, di chiacchiere sommesse nelle stanze ovattate, di scoperte sorprendenti, toh guarda chi si vede la tabacchiera di Garibaldi in vetrina con la camicia rossa del garibaldino nel magico Museo del Risorgimento, di pensieri che ti vengono quando ne esci: che fortuna che un luogo così nostro, così patrio, così intangibile, così protetto da chi se ne prende cura con amore passione competenza, che fortuna che noi lo abbiamo e sappiamo che esiste, sta lì anche se non andiamo spesso a trovarlo come non andiamo dalla vecchia zia che pure avrebbe tanto da dirci, della famiglia di appartenenza.

Bene, scordiamocelo tutto questo: la capitale della Regione Sicilia a Statuto Speciale non avrà più la Società Siciliana per la Storia Patria, perché la suddetta Regione sprecona non ha soldi per le cose (troppo) serie. E non se ne vergogna.

5 commenti su questo articolo:

  1. Adele ha detto:

    cara rosanna, è davvero una vergogna! Io stessa avevo risposto alla petizione a sostegno di “storiapatria”. vergogna che gli stipendi dei politici non siano stati tagliati (sarebbereo bastati per non chiudere storiapatria) e che invece sia tagliata la nostra storia. Se la politica è sorda al richiamo della Storia e della cultura siamo nell’abisso più nero. Avevo sperato che il nuovo governo regionale fosse sulla linea del cambiamento, come crocetta più volte ha urlato dal suo megafono, ma purtroppo i giochi li fa anche lui. Basti pensare alle nomine dei manager della sanità e alla ripartizione dei posti per quote di potere. Aver letto sui quotidiani che il manager tizio è nominato in quota UDC, che caio è nominato in quota PD..ecc. mi ha deluso e mi sento ingannata da chi ho votato. Vorrei resistere alla tentazione di non votare per grillo..

    • rosanna pirajno ha detto:

      cara adele, come vedi l’appello che in tanti abbiamo sottoscritto non è servito a niente, i licenziamenti sono avvenuti e la chiusura al pubblico della preziosa biblioteca è oramai fatto compiuto, senza che si sia sentita una parola, un sospiro, un alito di esistenza dallo “scieinziatoo” messo alla cultura non si sa in che quota e perché. E tuttavia ti dico che neppure la delusione mi farebbe votare grillo, nel movimente fra gli eletti ci sono senz’altro persone per bene e motivate, ma il suo populismo è altrettanto dannoso e, a mio avviso, inconcludente se non per ottenere potere dal consenso degli elettori arrabbiati. per la storia patria qualcosa deve succedere, assolutamente……..un caro saluto

  2. M.C ha detto:

    Sì se si cominciasse ad alleggerire il portafoglio dei deputati, gli unici cara Adele a farlo sono stati i grillini forse un pensierino per votarli lo faccio anch’io

  3. Laura ha detto:

    Gentile Rosanna effettivamente anche a me vengono certe tentazioni elettorale, inutile demonizzare Grillo si raggiunge l’effetto opposto, e poi sebbene accennato appena dalla stampa a Palermo i suoi grillini deputati hanno rifiutato il 70 per cento dello stipendio, questo è un fatto!

  4. Augusto ha detto:

    Che per la chiusura della Società Siciliana di Storia Patria nessuno si vergogni, è uno scandalo: anche perchè la Società era proprio un argine contro quei movimenti politici che si dichiarano estranei alla storia italiana e vivono sull’effimero di proposte mediatiche. Continuiamo però a chiedere a Crocetta di intervenire (Zichichi, come tutti sanno, non è pervenuto): può darsi che finalmente si renda conto degli errori che si stanno commettendo.

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