con il peccato originale, Eva non c’entra

2 gennaio 2013 di: Filippo Albamonte

L’episodio biblico del peccato originale, oltre a generare nei secoli dibattiti di natura teologica, ha dato il pretesto per infinite dissertazioni sul ruolo della donna sia dal punto di vista sociale che etico, estetico, antropologico e chi più ne ha più ne metta. Questa donna, assetata di potere o da chissà quali morbosità sessuali (di cui l’archetipo del serpente sarebbe metafora), non avrebbe esitato a mettersi persino contro Dio onnipotente, l’essere infinitamente buono che l’aveva creata a partire dallo “Tzelem” di Adamo e che tutto le concedeva, tranne che il frutto di un misero albero desiderio solo dei curiosi o degli impiccioni come lei. Peccato che a leggere la Bibbia, le cose stiano diversamente. In primo luogo nell’antico Testamento e men che meno in Genesi, non si parla mai, assolutamente mai, di Dio. Ogni qualvolta nelle nostre Bibbie si legge il termine “Dio” o “Signore” questa non è altro che l’arbitraria traduzione del termine “Elohim”, una parola usata in contesti grammaticali plurali ma non di origine ebraica e il cui significato è assolutamente sconosciuto ed oggetto di secolari dibattiti. In Genesi, ad esempio, leggiamo che gli Elohim crearono l’uomo a loro immagine e a loro somiglianza, che gli Elohim gli riservarono il “Gan eden” (in ebraico “luogo riservato e protetto” che nulla ha a che vedere con il nostro concetto di paradiso terrestre) e che sempre gli Elohim decisero la cacciata della coppia umana non come punizione, ma come diretta conseguenza dell’essersi nutriti dell’albero proibito; di qualsiasi peccato dunque si sia macchiata la prima donna, non fu nei confronti di Dio, ma di costoro. Nell’episodio di Caino e Abele, Caino, rispondendo agli Elohim che gli comunicano la sua cacciata dal luogo dove viveva con Abele, dice: “chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere” ma gli Elohim risposero: “Però, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte! Gli Elohim imposero a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”.

Ma di chi stiamo parlando, visto che in teoria sulla terra ci sarebbero potuti essere solo i componenti della famiglia di Adamo? A meno che non si pensi che Adamo ed Eva fossero una specie di conigli ad altissime prestazioni, e che i loro figli fossero caratterizzati da una crescita super veloce che gli permettesse a loro volta di riprodursi e che anch’essi fossero stati tutti sbattuti “fuori”, là dove Caino aveva paura di essere ucciso, ebbene, allora dobbiamo prendere atto che “là fuori” era pieno di gente. Ancora una volta, se di peccato si può parlare, questo non è certamente esportabile all’intera umanità proprio perché Eva non era l’unica donna, e risponde per sé dei suoi atti. La domanda a questo punto nasce spontanea: comportarsi male nei confronti degli Elohim, è un peccato o piuttosto un gesto di eroismo? A giudicare dai resoconti delle loro gesta descritti nella Bibbia, sembrerebbe proprio si trattasse della seconda ipotesi. Leggiamo che il loro modus operandi tipico era fatto di stermini, sacrifici umani, guerre di invasione di popoli innocenti e che il più citato tra di essi, Yahweh, anch’esso tradotto arbitrariamente con “Dio”, si vanta di essere geloso, iracondo, vendicativo guerriero etc e addirittura arriva a confessare ad Ezechiele: “Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte, facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore”. Alla luce di queste considerazioni, non si può che fare il tifo per Eva, paladina dell’indipendenza dell’essere umano e rappresentante del coraggio, della curiosità creativa che genera pensiero e crescita, dello stupore, della meraviglia che fa evolvere l’universo e che attraverso le sue incredibili caratteristiche rappresenta la crescita persino di ciò che per definizione rappresenta il “tutto”, Dio stesso, quello vero però. Due i finali possibili: chi pensa che la Bibbia racconti storielle, dovrà considerare Eva come l’eroina che ebbe il coraggio di disubbidire a quei personaggi di fantasia chiamati Elohim, che però non erano i “buoni” della favola ma bensì i “cattivi”; chi pensa invece che la Bibbia dica il vero e racconti fatti realmente accaduti, allora dovrà leggerla senza traduzioni arbitrarie o interpretazioni soggettive e scoprire che Eva rappresenta l’archetipo dell’essere umano che si ribella alle prepotenze dei cattivi di turno, e che non ha commesso nessun peccato originale contro Dio. Comunque la si pensi quindi, Eva ha fatto bene!

15 commenti su questo articolo:

  1. giovanna ha detto:

    Per le femministe è un vero successo, d’altra parte anche a me Eva mi è sembrata sempre la prima contestatatrice della storia

  2. Fan di filippo ha detto:

    Caro filippo, gioisco che un uomo faccia una lettura così spregiudicata delle scritture fino ad esaltare eva e le sue “gesta”. La vedo da sempre come te e penso che da lì sia partito tutto e per tutto intendo principalmente la violenza di cui le donne, oggi più che pria, sono oggetto. Dalla lettura che dai si deduce quello che femministe e filosofe femministe hanno decodificato da tempo: che l’autonomia, la libertà, la soggettività conquistate dalle donne, sopratutto nel ‘900, ha sottratto agli uomini il controllo su di esse e sui loro corpi e dunque ha indebolito il loro POTERE. La libera scelta delle donne, il semplice dire di “no” ad un uomo che è marito o compagno, diventa un’offesa e crea un vulnus nel potere assoluto patriarcale (ovviamente sto semplificando per ragioni di spazio). L’uomo “primordiale”, perché ragiona col fallo, non può che violentare la donna che si nega, stuprarla e infine ucciderla perché non resti traccia dell’onta. Naturalmente questi nostri punti di vista scateneranno ire da parte di teologi e sapientini..ma tant’è per coloro che vivono con un pensiero LIBERO e non condizionato da quanto è stato “confezionato” per far dibattere l’umanità nel terrore; quell’umanità che continua a chiedere “perdono” per peccati mai commessi, sopratutto se essi investono la sfera sessuale, quella “maledetta”, causata, come “insegna” don piero, dalla femmina tentatrice.

  3. seconda fan ha detto:

    Su questo fatto del peccato di Eva si è speculato molto quello che mi convince molto è proprio questo difendere Eva figura dell’immaginario maschile perchè mai un dio grande e misericordioso doveva discriminare maschi e femmine, poteva punirli tutti e due o assolverli entrambi,

  4. silvia ha detto:

    Caro Filippo, non conosco quali siano le tue credenziali per dissertare in tal modo sulle Sacre Scritture, nè le tue conoscenze di ebraico antico, ma a quanto ne so Eloim è il nome generico in cui si traduceva il Tetragramma (YHWH) impronunciabile di Dio. Nel brano dell’Esodo 3, 14-15 (mi sembra corretto riportare ad ogni citazione della Scrittura i relativi riferimenti) Dio, interrogato da Mosè su quale fosse il suo nome, rispose semplicemente IO SONO COLUI CHE SONO. Interpreto io: Io sono l’origine, l’essenza di tutto. Aggiunge poi: Dirai agli Israeliti, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Nella Bibbia le ripetizioni valgono sempre come una sottolineatura, si intende quindi dire che Abramo fu il primo , e la sua stirpe poi, ad intuire l’UNICITA’ di un Essere Supremo in mezzo a popoli ancora pagani ed idolatri. Culti con cui gli ebrei in seguito più volte si contaminarono (vedi il vitello d’oro). Nel Vangelo di Matteo al capitolo 9, Gesù quando viene rimproverato di mangiare insieme a pubblicani e peccatori così risponde “Andate e imparate cosa significhi: Misericordia io voglio, e non sacrificio” A ben vedere il concetto di sacrificio era già superato nell’episodio di Isacco quando Dio fermò la mano del padre pronto ad immolarlo (sono ben altri i culti che prevedevono sacrifici umani, come nelle civiltà precolombiane dei Maya ed Aztechi!). Infatti in Genesi 23,12 si legge “L’angelo disse: non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!”. E’ vero, esistevano presso gli Ebrei sacrifici rituali di animali, finchè Gesù Cristo si è offerto in sacrificio perfetto una volta per sempre.

    • Filippo Albamonte ha detto:

      Cara Silvia le tue osservazioni sono pienamente giustificabili si basano però o sull’esegesi classica o su inevitabili interpretazioni personali. Io non sono un linguista ma conosco i lavori del Rabino Robert Wexler, di Amos luzzato, di kamal Suleiman Salibi, dei commentatori talmudici meno integralisti e non, del caraismo di ben Salmon Yeruham, dei testi sumerici e babilonesi pre biblici come l’Enuma Elish, conosco le vicende dell’eresia di Amarna e i testi del periodo di Akenaton, mi informo su cosa ne pensano i cabalisti da Isac il cieco ad Ariel Bar Tzadok, cosa dice lo Zoar e soprattutto cosa dice la storia ufficiale. Nonostante ciò ritengo che non sia abbastanza per potermi permettere di dire cosa la bibbia volesse dire al di la di ciò che è scritto, mi limito quindi a leggerla; se dice “A” penso voglia dire proprio “A”. L’argomento è enorme, spero di poterlo trattare in un prossimo articolo ma proverò a chiarire qualche punto. Innanzitutto Elohim è un termine scritto in ebraico ma che e stato pronunciato ( la bibbia è stata tradizione orale per secoli) prima che la lingua ebraica fosse inventata; non è affatto la traduzione del tetragrammaton, che peraltro è un nome proprio mentre Elohim anche nei tentativi di traduzione in ebraico ( viene fatto risalire alla radice alah)significa governanti o giudici. Il culto Elohista è ben diverso da quello Yawista che, come ci segnala Hans Kung e tantissimi altri commentatori e teologi (anche talmudici), inizia solo nel VI secolo mentre sino al secolo precedente, cioè nel VII, si affermava la venerazione dentro culti politeisti ( altro che contaminazioni).Tu sostieni che esistevano solo sacrifici di animali tra gli ebrei e che il problema del sacrificio fu superato con Isacco ebbene, io preferisco il tuo gentile argomentare alle vicende spesso agghiaccianti che ci narra la bibbia ma visto che questa è l’oggetto del nostro dialogo dobbiamo partire da essa e capire cosa ci sia scritto ad esempio in Ezechiele 20,25-26 o per quale motivo Yahweh in quanto Dio avrebbe desiderato il sacrificio di poveri animali, torturati e smembrati prima di essere bruciati per produrre un odore piacevole ad egli (levitico 1). Se a questo aggiungi il fatto che la bibbia (vecchio testamento)che abbiamo a casa è opera della scuola di Tiberiade ma che ne esistono tante altre anche estremamente autorevoli (palestinese,samaritana, babilonese, egizia e non ultima quella greca dei settanta)che spiegano meglio certe vicende, allora capisci come il basarsi su ipotesi spacciate a livello accademico per verità sia un errore. Sono cosciente di non poterti convincere nello spazio ristretto di un commento, l’unica cosa che ti chiedo è di non pensare che non sappia di cosa parlo e di non affollare anche tu l’esercito di coloro che dicono “ secondo me qui la Bibbia vuole dire …..”. Abbiamo un testo ( una delle tante Bibbie esistenti però)ecco , leggiamolo per quello che è.
      P.s per quanto riguarda le parole di Gesù ti consiglio di approfondire il pensiero della scuola di rabin Hillel scoprirai cose interessanti, un abbraccio e grazie.

  5. gemma ha detto:

    Non sono una teologa, non mi pare però che si tratti di “storielle”. Che io sappia i primi libri della Bibbia sono stati scritti, presumibilmente, da Mosè per un popolo bambino, acerbo, ignorante, schiavo, sottomesso al faraone. I racconti dei primi libri non contengono precetti ma immagini, simboli per educare (condurre) un popolo in cammino verso la terra promessa……In quei racconti Adamo ed Eva rappresentano l’umanità, fatta di maschi e femmine nell’eterno tentativo di voler essere arbitri del bene e del male. Quei racconti sono passati per lunghi secoli di bocca in bocca e quel popolo si è nutrito, per tradizione orale, di quegli insegnamenti legati alla storia passata per comprendere come vivere il presente e affrontare il futuro con maggiore consapevolezza. Non credo che si tratti di fatti realmente accaduti ma credo nella grande “potenza” che li caratterizza, tanto è vero che a distanza di migliaia di anni ne discutiamo ancora.

  6. Adele ha detto:

    ognuno la le proprie idee, non so su quali fondamenti culturali filippo poggi le sue tesi, ma il fatto di dimostrare che eva, in ogni caso, non può essere condannata, rende il suo articolo attualissimo rispetto al tentativo non nuovo di colpevolizzare sempre e comunque la donna. E’ un tema su cui dibattere ma è evidente che c’è di mezzo il credere o non credere nella religione cui rimanda l’articolo. A seconda della “fede”, se si ha o meno, l’articolo diventa più o meno accettabile. Per me è interessante quello che albamonte scrive e lo sottoscrivo perché le scritture ancora oggi generano dubbi e personalmente credo nelle tesi scientifiche di rita levi m. e margherita hac. e di tanti altri scienziati che hanno anche dato consistenza al big ben

    • gemma ha detto:

      Scusa Adele, ma mi permetto di fare alcune precisazioni:
      La teoria del Big Bang (grande scoppio caldo)descrive come il nostro universo evolve, non come esso iniziò
      Margherita Hack ricorda che le interpretazioni circa l’origine dell’Universo portano “inevitabilmente a posizioni inconciliabili” tra credenti e non credenti. “Certamente il Papa vede l’Universo come opera Dio, mentre gli scienziati, afferma Margherita Hack, cercano di capire come esso possa essersi originato a partire da particelle elementari”. E “naturalmente si tratta di punti di vista diversi: quello del Papa è basato sulla fede, quello degli scienziati è invece fondato sull’osservazione”.

  7. Carla ha detto:

    Prescindendo dalle informazioni storiche di Filippo il concetto è ottimo perchè mai doveva essere condannata eva per aver tentato adamo e non adamo per essere caduto in tentazione? Insomma questo articolo è in ogni caso una dimostrazione come la chiesa abbia ostacolato il cammino dell’evoluzione femminile, sta noi ora donne credenti o laiche decidere cosa fare se stare sempre con la mela in mano… o continuare la strada dell’evoluzione.

  8. silvia ha detto:

    Cerco ancora di mettere un certo ordine su tante cose dette, a partire dalle note che trovo sull’edizione della Bibbia di Gerusalemme. L’ Eden è un nome geografico che sfugge ad ogni localizzazione ed ha potuto significare dapprima “steppa”. Ma gli israeliti hanno interpretato la parola secondo l’ebraico “delizie”, dalla radice ‘dn. La citazione di 4 grandi fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate, sta a simboleggiare che le “arterie vitali” delle 4 regioni del mondo (almeno per le limitate conoscenze del tempo) hanno le loro sorgenti nel Giardino (tradotto nella versione greca e poi in tutta la tradizione successiva come “paradiso”). Il termine ebraico “adam” significa “che viene dal suolo” ed è un nome collettivo che poi verrà usato per indicare il primo uomo. Eva è detta la “madre di tutti i viventi”. Il racconto di Caino ed Abele presuppone una civiltà già evoluta (certamente non erano gli unici abitanti della Terra!) in quanto si riferisce alla pratica della pastorizia ed dell’agricoltura (sappiamo come, alle origini, gli uomini vivessero solo di caccia e di raccolto dei frutti spontanei). Come dice bene Gemma, i racconti biblici non sono un resoconto di fatti riportati con esattezza giornalistica, narrano vicende antiche in cui possiamo riconoscerci, se vogliamo, con un’ottica di fede. La scienza, per me, “segue” e non “precede” l’atto creativo e riesce a spiegare solo in parte e per difetto il mistero della vita e dell’universo in cui siamo immersi.

  9. silvia ha detto:

    Cerco ancora di mettere un certo ordine su tante cose dette, a partire dalle note che trovo sull’edizione della Bibbia di Gerusalemme. L’ Eden è un nome geografico che sfugge ad ogni localizzazione ed ha potuto significare dapprima “steppa”. Ma gli israeliti hanno interpretato la parola secondo l’ebraico “delizie”, dalla radice ‘dn. La citazione di 4 grandi fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate, sta a simboleggiare che le “arterie vitali” delle 4 regioni del mondo (almeno per le limitate conoscenze del tempo) hanno le loro sorgenti nel Giardino (tradotto nella versione greca e poi in tutta la tradizione successiva come “paradiso”). Il termine ebraico “adam” significa “che viene dal suolo” ed è un nome collettivo che poi verrà usato per indicare il primo uomo. Eva è detta la “madre di tutti i viventi”. Il racconto di Caino ed Abele presuppone una civiltà già evoluta (certamente non erano gli unici abitanti della Terra!) in quanto si riferisce alla pratica della pastorizia ed dell’agricoltura (sappiamo come, alle origini, gli uomini vivessero solo di caccia e di raccolto dei frutti spontanei). Come dice bene Gemma, i racconti biblici non sono un resoconto di fatti riportati con esattezza giornalistica, narrano vicende antiche in cui possiamo riconoscerci, se vogliamo, con un’ottica di fede. La scienza, per me, “segue” e non “precede” l’atto creativo e riesce a spiegare solo in parte e per difetto il mistero della vita e dell’universo in cui siamo immersi

  10. silvia ha detto:

    Caro Filippo, avevo saltato la tua lunga ed esauriente risposta che mi offre molti spunti per continuare ed approfondire la mia ricerca personale. Potresti suggerire qualche testo a me ed a chiunque altro ne sia interessato perchè possiamo continuare a confrontarci con cognizione di causa. Credo che gli studi biblici siano di una tale vastità e complessità che non basterebbe una vita intera! Aggiungo solo una mia modesta opinione personale: credo che con il Nuovo Testamento si faccia un notevole salto in avanti, dalla legge mosaica al concetto di Grazia. Dal Dio, come dici, geloso, iracondo, vendicativo e guerriero al Padre (Abbà) misericordioso che Gesù ci ha rivelato. Potrebbe essere un altro argomento interessante da sviluppare. Scusatemi per il precedente doppio invio dovuto a” problemi tecnici” con il codice CAPTCHA…!

    • Filippo Albamonte ha detto:

      Interessante è il libro di Barth Ehrman “Gesù non l’ha mai detto” che introduce la questione delle traduzioni dei codici dai quali derivano le sacre scritture cosi come le conosciamo con riferimento al N.T. Per quanto riguarda il vecchio testamento il massimo sarebbe procurarsi le traduzioni delle tavolette cuneiformi babilonesi riportanti l’epopea della creazione chiamata Enuma elish. Un saluto a tutti!

  11. silvia ha detto:

    Caro Filippo, lo vuoi sapere? Avevo già in casa questo libro (edizione Mondadori) che mio marito da tempo mi consigliava di leggere ed io che rimandavo, presa da altre cose. Sicuramente ora mi dirà: “Te lo avevo detto, ma non mi dai mai retta!” Ora non potrò più farne a meno… Un saluto ed a presto.

  12. silvia ha detto:

    Caro Filippo, sono andata a leggere tutto il capitolo 20 di Ezechiele per capire bene il contesto dei 2 versetti (25,26) secondo i quali Jahweh avrebbe desiderato il sacrificio di poveri animali (riporto esattamente le tue parole?). Ebbene, al versetto 6 e seguente si legge: “Io, il Signore, sono vostro Dio.” ed aggiunge, alla promessa di condurli fuori dall’Egitto verso una terra che stilla latte e miele, “Ognuno getti via gli abomini dei propri occhi e non vi contaminate con gli idoli d’Egitto: sono io il vostro Dio”. Già qui si parla di contaminazione con altri culti. Subito dopo: “Ma essi mi si ribellarono e non mi vollero ascoltare. Non abbandonarono gli idoli…” Dio condusse il popolo nel deserto, facendogli conoscere le sue leggi perchè “colui che le osserva viva per esse”. Più e più volte il popolo lo tradì (parliamo sempre di contaminazione con altri idoli), più e più volte Dio, per mantenere fede alla Promessa, trattenne il suo “sdegno” e la sua “ira”. Arriviamo ai versetti 25 e 26: “Allora io diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali non potevano vivere (evidente la dissociazione da tali cose che Ezechiele vuole mettere in evidenza). Feci sì (permisi) che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito. In Esodo 22, 28 si dice: “Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me. Così farai per il tuo bue e il tuo bestiame minuto: sette giorni resterà con sua madre, l’ottavo giorna me lo darai”. Non si tratta certodi un’offerta sacrificale. A cosa si allude quì, se non alla CIRCONCISIONE? Segno nella carne dell’alleanza tra Dio e il suo popolo? Furono gli ebrei nel caso che capirono diversamente, vedendo forse quanto accadeva presso i popoli limitrofi come quello dei cananei in cui si praticavano esattamente “sacrifici umani”. E proprio l’ottavo giorno, infatti, in Luca 2, 21si legge della circoncisione di Gesù. Credo che quanto ho appena detto sia abbastanza corretto e conforme al testo della Scrittura

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