Simpatici Presidenti

22 dicembre 2012 di: Laura Giambruno

Antanas Mockus: questo il nome del matematico filosofo e persona molto originale e stranamente educativa che è diventato sindaco di Bogotà nel 1994 per ben due volte non consecutive. Ascolto la storia di questo sindaco raccontata da una giovane colombiana ricercatrice precaria in Europa e da sua madre. Esplicativo dell’inizio della sua carriera è stato un comizio con degli studenti in rumorosa assemblea. In quest’ambito, dopo aver zittito l’intera platea con un gesto un po’ volgare disse:“Ora che ho la vostra attenzione posso parlare. Io vi educherò, questo è il mio progetto”. E così fece, senza altri volgari metodi, ma con un’ironia e un senso dello humour che forse solo la gente disperata possiede. Valerie mi comincia a raccontare dei vari metodi che Antanas ha utilizzato per educare la gente e più continua nel suo racconto, più io sorrido e mi domando se sia vero.

La gente in Colombia non rispettava le leggi, a partire dalle semplici regole automobilistiche di precedenza o da regole sociali come buttare la spazzatura ad orari ad orari stabiliti, insomma un po’ come da noi. Antanas allora reclutò dei mimi che mise in giro per Bogotà. I mimi appena vedevano qualcuno infrangere una regola, come parcheggiare la macchina sulle strisce pedonali, oppure buttare una carta o una sigaretta per terra, cominciavano a fare cenni negativi ai malfattori e mimavano invece il modo giusto in cui si sarebbero dovuti comportare. Domando: “E se la persona non rispettava la correzione del mimo, mandandolo magari a quel paese?”. Valerie mi risponde con un gran sorriso che il mimo si sarebbe messo a piangere, con conseguenti improperi della gente attorno. La gente in macchina a Bogotà, facendo un altro esempio, usava suonare il clacson per “manifestare il proprio dissenso verso il comportamento delle altre macchine” – sempre come a Palermo, strane analogie. Antanas diede ad ogni cittadino un cartello a forma di mano, rosso con il pollice giù da un lato e verde col pollice su dall’altro lato: se non si era d’accordo col comportamento di una macchina al posto di suonare il clacson si mostrava il pollice in giù. Domando incredula se la gente veramente rispettasse questa regola. Valerie, ammiccante, mi dice che se una macchina posteggiata male impediva il passaggio, un’ondata di pollici giù rossi uscivano dalle macchine attorno e l’autore del parcheggio indecente, vergognato, spostava subito la macchina. Un ultimo fatto, ancora più sconvolgente, riguarda le morti causate dagli ubriachi nei pub di notte: la gente, che aveva il permesso di porto d’armi, appena beveva un po’ di più cominciava a litigare e  quindi a sparare a caso. Valerie mi racconta, con molta naturalezza, che per reagire a questa terribile situazione Antanas, dato che  in colombiano si dice che un uomo è un “carotone” se va a letto presto, mise in giro nei pub di notte, degli uomini vestiti da grandi carote che passata l’una di notte mandavano la gente a letto. In questo modo gli omicidi notturni diminuirono. I mandati di Antanas continuarono con altre gesta ideate da questo strano ma incisivo uomo, come si può vedere in vari video che documentano le sue gesta e di cui consiglio la visione, per chi volesse saperne di più e soprattutto per vedere in faccia la violenza e la crudezza del paese in cui per usare l’ironia ci vuole tanto coraggio. Durante tutta la nostra discussione in macchina, da Caen verso il  mare, più Valerie continuava nel suo racconto, più io sorridevo pensando alle tantissime seppur minori analogie con Palermo e mi domandavo se questi metodi fossero applicabili da noi. Non so, penso però che sarebbero da provare, alla fine anche noi siamo abbastanza disperati da poter essere abbastanza ironici.

1 commento su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Formidabile!

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