riformisti d’Italia, unitevi a Marx, Merkel, Monti

30 dicembre 2012 di: Ornella Papitto

Il già premier Mario Monti ha messo le basi per una rivoluzione tutta italiana. E’ la nostra prima rivoluzione, ispirata, come al solito, da motivi economici, come quella francese e quella russa. All’apparenza meno cruenta, ma di “stragi” ne produrrà abbastanza. Paragone azzardato? Monti ha tenuto a precisare i punti di unione ma, soprattutto di distanza, tra la sua politica e quella della Merkel. Ha invitato i politici italiani a presentarsi in Europa “con la schiena dritta”, non sottomessi, non tanto deboli da dipendere dalle decisioni degli altri paesi, ma con l’orgoglio e la consapevolezza che il nostro contributo può avere un peso determinante nelle decisioni europee. Pienamente d’accordo.

La rivoluzione, con classe, non di classe, è emersa lieve, senza traumi, scossoni, come si trattasse di un evento naturale, quasi meteorologico: “Riformisti d’Italia, unitevi”. Non importa se di “sinistra” o di “destra”, perché ormai, secondo Monti, sono due categorie fuori dalla storia, da includere nella nostalgia per il passato. Attualmente ci si divide tra “progressisti” e “conservatori”. Monti si è definito “liberale, non conservatore”, e allora salta anche quest’altra categoria e se ne introduce un’altra: “progressisti e liberali”, lasciando tutti i conservatori nostalgici dei vecchi regimi, di sinistra e di destra, ai margini della politica e forse fuori dal portone del Parlamento.

Un’altra classificazione sorge spontanea: “Riformatori progressisti e riformatori liberali”. Così ho capito come lo stesso Monti si sia definito. Le truppe sono allo sbando. I partiti saltano in aria come carte da gioco sistemate in piramide. La discriminante è la parola “riformatore” del XXI secolo e non del XX secolo. Rivoluzione non da poco. E’ cambiato il secolo e Monti, elegante, sobrio, colto, autorevole, ha girato pagina, sotto gli occhi degli italiani e degli europei. Lo scambio di polarità del 21 dicembre c’entra qualcosa? E la fine del mondo tanto sbandierata dai Maya, ha qualcosa in comune con questa faccenda?

Sorriso a parte, Monti ha cambiato le regole: lui ha un’idea di sviluppo e non la cede a nessuno, ne rivendica la paternità. Un’altra frase ad effetto può essere: chi mi condivide mi segua. Potrebbe sembrare la nascita di un nuovo protagonista politico, come Berlusconi, come Grillo, ma lui, se capisco bene, mette a disposizione le sue idee e rimarrebbe lì, presente, a sorvegliare che, chi decida di aderire, non ne stravolga l’impianto e non lo usi a proprio favore, come sicuramente ha visto fare durante questo anno di lavoro. Non sono ancora entrata nel merito dell’Agenda Monti. Questo suo nuovo modello mi sembra la nuova cornice. Monti ha deciso di scommettere mettendoci, e non rimettendoci, la sua faccia. E noi di sinistra, che cornice abbiamo in mente? Quali novità pensiamo di introdurre, per non far decidere a un liberale progressista il nostro futuro?

6 commenti su questo articolo:

  1. Adele ha detto:

    cara ornella, dal tuo articolo, che si limita alla cronaca dei fatti, non emerge la tua posizione personale. Mi piacerebbe sapere cosa pensi tu. Io sono convinta che Monti abbia “salvato” l’immagine dell’italia rovinata ignobilmente da berlussconi e abbia risanato l’etica del nostro paese, abbia dato all’italia la credibilità che avevamo perso. Dopo un anno avrebbe dovuto mettersi da parte, come aveva detto, e lasciare alla politica la possibilità di riproporsi con un nuovo progetto. Monti è troppo di parte perché possa credere in lui, è schierato con i poteri forti e ha fatto gli interessi delle banche e dei potentati. Non mi pare che i pensionati, i lavoratori dipendenti, i disoccupati, stiano meglio, la loro situazione è peggiorata. Vedo la riproposizione della vecchia DC e degli uomini che ne hanno fatto parte, da Casini agli altri, se escludiamo il già fascista fini. Non lo voterò certamente, non mi fido di lui come non mi fiderei di montezemolo. Stiamo consegnando l’italia ai detentori dei capitali, agli industriali, ai banchieri, ai massoni, all’opusdei, al vaticano. Di cosa dobbiamo gioire?

  2. FILIPPO ALBAMONTE ha detto:

    “lui ha un’idea di sviluppo e non la cede a nessuno, ne rivendica la paternità”. Definire “idea di sviluppo” il piano che gente come Crosier o Peroux hanno dettato alle generazioni di loro schiavi asserviti ai poteri della grande finanza, mi sembra un po’ forte. La distruzione dello stato sociale, la privatizzazione dell’aria che respiriamo, l’annientamento dei diritti dei lavoratori, la schiavitù ai fondi pensione privati, la perdita della sovranità popolare in favore dei mercati, la perdita della sovranità monetaria per impedire che lo stato si auto finanzi con la scusa totalmente inventata dell’inflazione, l’affidamento dei ministeri chiave come quello del lavoro o dello sviluppo economico ad assicuratori (Fornero) o banchieri ( Passera), la creazione di immense sacche di lavoro sottopagato a vantaggio delle corporation che vogliono fare concorrenza a cinesi ed indiani e tanto tanto ancora, sono tutte idee sviluppate almeno 65 anni fa; il problema e che la sinistra non le conosce cosi da non poterle evitare come recitava il famoso spot. Vi regalo una perla di saggezza del padre dell’euro e di gente come il “colto” Monti: “Dato che, il nostro obiettivo è quello di ridurre il ruolo dello Stato a quello di strumento che imponga le leggi di mercato, occorre togliergli anche ogni tipo di controllo sulla moneta. Grazie a questo progetto che realizzerà il futuro, il potere sarà esclusivamente nelle mani di un “Direttorato” fatto di saggi e tecnocrati, e la democrazia verrà abolita per sempre”. AUGURI!
    P.s le soluzioni alla crisi esistono ma non passano da gente come Monti.

  3. patrizia ha detto:

    hanno ragione adele e filippo a non avere fiducia in monti. attenzione ragazzi, quello sotto la sua boria da super professore della bocconi che sa tutto, da uomo che si basta perché è deposiatario del sapere, è un furbo all’italiana…sotto sotto già tramava e pensava di fare il premier unico, sovrano, organo monocratico con l’imprimatur del cielo..vuoi mettere?

  4. silvia ha detto:

    Il primo “imprimatur”, se non sbaglio, Monti lo ricevette dalle mani di Napolitano in persona, nostro saggio e super partes Presidente della Repubblica. Mi torna in mente la frase de “Il Gattopardo”: Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Peccato che Tomasi di Lampedusa lo scrivesse già negli anni ’50. Vorrei capire meglio, quanto voi, cosa sta accadendo e a che gioco si sta giocando.

  5. ornella papitto ha detto:

    Cara Adele, non ho mai subìto il fascino economico di Monti, a partire dalla sbandierata equità tanto lontana dalla giustizia sociale, per me basata su un concetto semplice e controverso: la proporzione.
    Non ho mai creduto nell’ “oggettività” del prof. Monti. Siamo ancora molto lontani dal risanamento dell’etica di cui scrivi: è un lavoro profondo e lungo, tutto da compiere.
    Dopo le devastazioni di Berlusconi, Monti è sembrato un salvatore della patria. Non si può negare che in Europa abbiamo riconquistato quella credibilità distrutta dal pagliaccio nazionale.
    Però, adesso, quel “mandato a tempo determinato” ad una corte di tecnici si è trasformato in occupazione del potere politico, come se Monti non potesse più lasciare ad una destra sfilacciata il suo operato da tecnico di destra.
    Non ho mai creduto nella imparzialità dei tecnici, neanche un minuto.
    Con Filippo Albamonte condivido “che le soluzioni esistono ma non passano da gente come Monti”.
    Patrizia afferma che Monti ha l’imprimatur del cielo: di più, di più, del Vaticano.
    Silvia, il gioco che stanno giocando è quello antico, molto natalizio: “asso piglia tutto”. E’ chiarissimo che stanno rifondando la nuova Democrazia Cristiana, ossia il vecchio centro-destra, con esclusione dei conservatori, quelli che più neri non si può. Mi fermo qui e grazie per il confronto.

  6. silvia ha detto:

    Parto da una piccola costatazione che ieri mi ha lasciato più che interdetta. Ero al supermercato e, dopo le lamette da barba e le bustine di pinoli (per fare un semplice pesto genovese) anche le confezioni di caffè da 250 gr avevano la piastra antitaccheggio! Siamo dunque arrivati a questo punto? Chi si è messo in tasca milioni di euro e chi oggi non riesce a fare nemmeno la spesa? Abito in quartiere fino a qualche tempo fa considerato “benestante”, formato da quel ceto medio che negli ultimi 20 anni ha visto il proprio tenore di vita ridursi del 40 %. A partire da gennaio aprirà anche quì un centro di ascolto Caritas per la nuove povertà emergenti: agli stranieri in fila si aggiungono sempre più italiani. Qualcuno parla di “decrescita felice”, ma il richiamo ad uno stile di vita più “sobrio” mi sembra piuttosto un modo per mascherare una povertà reale che di “felice” ha ben poco. E così, mentre sul tavolo verde da gioco della politica si rimescolano le carte (Carta perde, carta vince!) mi sento sempre più un burattino tirato con i fili . Meniamo fendenti di qua e di là con spade di cartapesta, mentre il potere si riorganizza ancora una volta per raggiungere il suo unico scopo di sempre…conservare se stesso. Le mie sono considerazioni forse semplici, ma come donna di casa e madre di famiglia, tocco e percepisco la vita reale di tutti i giorni e ciò che vedo, guardandomi attorno, non mi piace affatto.

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement