narratori di storie

17 dicembre 2012 di: Stefania Di Filippo

«Un uomo è sempre un narratore di storie, vive circondato dalle sue storie e dalle storie altrui, tutto quello che gli capita lo vede attraverso di esse, e cerca di vivere la sua vita come se la raccontasse». Un pensiero del 1932 riesce a spiegare il senso e la ragione del persistere ed esistere di una nuova tecnologia, un social network, come Facebook, ad esempio. Il millennio è cambiato, poiché le ere si susseguono ma l’uomo per sentirsi tale ha bisogno del proprio vicino, di mostrarsi per dimostrare a se stesso che esiste. “La Nausea” è un romanzo filosofico di Jean-Paul Sartre che spiega come un uomo può rendersi conto di quanto la vita possa essere insignificante di per sé e di come le cose esistano a prescindere dal significato che hanno e di come sia importante l’aver bisogno degli altri per poterci sentire vivi, e di come, alcune volte, sentiamo il peso di una vita che non ha significato, che ci sta portando chissà dove e che ci fa sentire in dovere di riempirla con tutto quello che possiamo per colmare i vuoti della nostra esistenza. Potrebbe benissimo rappresentare il diario di un qualunque uomo del nostro tempo, pieno di riflessioni, di pagine bianche nelle quali non si sa cosa scrivere, pagine piene di meditazioni su ciò che è la nostra realtà, pagine nelle quali potremmo trovare noi stessi, i nostri timori, potremmo chiederci dove stiamo andando e per quale motivo e se, in fondo, esista una ragione per tutto ciò, per tutto quello che è la nostra esistenza, per capire qual è la nostra giustificazione per esistere e resistere in un secolo in cui La Nausea del vivere è ciò che ci contraddistingue.

5 commenti su questo articolo:

  1. giulia ha detto:

    Ottimo abbinamento fra questo periodo e la nausea di Sartre… Nausea è quello che proviamo tutti e tutte

  2. Aldo Torre ha detto:

    questa rivisitazione di libri ormai vecchi ma immortali mi piace molto

  3. simonetta ha detto:

    D’accordo con aldo torre, La nausea di Sartre penso sia un libro letto da tutti -o quasi- perciò mi sono annoiata a leggere questo articolo. L’analogia col nostro tempo è scontata.
    Le rivisitazioni di libri molto conosciuti devono avere, secondo me, un approccio originale e non ovvio, altrimenti sarebbe meglio non riproporli così schematicamente. Scusate la franchezza.23C

    • Agenilson ha detto:

      dividerf2 il mio commento in due parti.Commento Morale: Il rimsazzo spesso viene sottovalutato, si pensa che di razzisti c’e8 ne siano pochi, ma pultroppo non e8 cosec: La gente discrimina neri, musulmani e spesso anche gente del proprio paese (vedete: Nord v.s Sud). Il rimsazzo e8 una cosa che non riesco a capire, perche8 non c’e8 assolutamente alcun motivo per il quale dovrei odiare una persona con la pelle scura. La verite0 e8 che la discriminazione e8 una cosa che ci portiamo da anni, dai tempi di Mussolini & co. E se a casa ci insegnano a essere razzisti, e8 ovvio che lo diventiamo. Ma questo e8 un mondo che sta cambiando ed essere razzisti nell’era della globalizzazione e8 perfettamente inutile.Commento Politico: E’ ovvio che il governo sta affrontando un periodo assai difficile. Berlusconi e8 inondato da scandali e le divisioni nella destra (ma anche nella sinistra, non vi credete) sono evidenti. Se posso esprimere la mia opinione perf2, berlusconi rimarre0 fino alla fine della legislatura perche8 NESSUNO dei partiti (a parte la Lega) vuole le elezioni. Ma state pur certi che da qui fino alla fine non fare0 passare pif9 nemmeno una legge. Basta guardarlo in faccia per capire che e8 debole, sembra una marionetta

  4. Sonia ha detto:

    Ho trovato questo breve articoletto non scontato ma elegante e soprattutto non ampolloso, è un’epoca di molte parole vuote e al vento. Un bravo alla redazione per questa rivitazione di libri superati ma attuali.

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