in memoria di Gae Aulenti, architetto

2 novembre 2012 di: Rosanna Pirajno

Gae Aulenti, architetto (al maschile, mai nessuna ha accettato la declinazione femminile) notissima anche presso il pubblico meno informato sulle attività e i successi dei “costruttori di spazio” dell’era moderna, è scomparsa ieri all’età di 84 anni portati con orgoglio. L’ultimo suo lavoro, assai impegnativo per la mole dell’opera portata a termine in tempi strettissimi, l’ha condotta proprio a Palermo dove aveva ricevuto l’incarico di ristrutturare e recuperare a sede museale il cinquecentesco Palazzo Branciforti, proprietà della Fondazione Sicilia che vi ha trasferito le sue ricche collezioni archeologiche e l’imponente biblioteca. Inaugurato appena qualche mese fa, il museo è diventato centro di attrazione anche solo per la curiosità di vedere cosa ne avesse fatto, l’architetto Aulenti, delle stupefacenti strutture lignee che dal 1800 avevano custodito in pegno i corredi delle famiglie in difficoltà, poi nel 2000 sublimate dalla indimenticabile istallazione dell’artista Christian Boltanski. Usando ancora una volta il linguaggio che l’ha resa famosa nel dialogo tra antico e moderno inaugurato al Museo d’Orsay nel 1986, Gae Aulenti ha soddisfatto tutte le aspettative di pubblico e committenza che hanno gradito le innovazioni, compiute con mano leggera e piglio sicuro, decretando degna degli annali di storia specialmente la grande sala della biblioteca con la volta affrescata dall’artista siciliano Ignazio Moncada, anch’egli da poco scomparso. Gae Aulenti ha mosso i primi passi da architetto nel periodo d’oro dell’architettura e del design italiani, quegli anni cinquanta della “scuola milanese” dai nomi prestigiosi in cui le donne, pochissime, faticavano ad emergere seppure talentuose. A quei tempi, oltre al suo giravano i nomi di Cini Boeri, Ornella Noorda, Franca Helg, Anna Ferriero Castelli e non ricordo altre, ma solo lei ha conquistato quella posizione preminente che l’ha portata a lavorare in giro per il mondo, a ricevere incarichi e onorificenze come una star e allegramente pervenire agli ottanta, in piena attività e indiscusso carisma. I suoi interventi più noti sono quelli che hanno riportato a nuova vita edifici storici dismessi, trattati con rispetto e quasi con affetto materno, il citato d’Orsay e Palazzo Grassi nel 1985, ma sono innumerevoli le ristrutturazioni e i nuovi edifici di cui è stata incaricata in tutto il mondo: dal Palavela alle Olimpiadi di Torino all’Istituto di cultura a Tokyo, dall’ingresso alla stazione di S.Maria Novella all’ Asian Art Museum a San Francisco, dal Museo Nazionale d’Arte Catalana a Barcellona alla Citta’ degli Studi a Biella, dalla nuova Biblioteca Comunale e Centro Culturale a Paderno Dugnano all’ampliamento di due centrali di termoutilizzazione di rifiuti solidi urbani in provincia di Rimini e Forli’, al progetto di ampliamento dell’aeroporto di Perugia, senza contare la sua attività di designer la cui opera più nota è la lampada Pipistrello per Martinelli luce.

Ha collezionato numerosi premi e onoreficenze e, nel 1995, è stata insignita Cavaliere della Gran Croce al merito della Repubblica per la sua attività di architetto che ha dato lustro all’Italia. Una donna architetto, Signora dell’Architettura Gae Aulenti.

1 commento su questo articolo:

  1. antonino muscaglione ha detto:

    “Signora dell’Architettura” mi sembra un’ottima conclusione per questo intenso, appassionato e partecipato contributo alla Donna Architetto Aulenti.

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