Suzanne Mubarak ingiustamente sconosciuta

4 ottobre 2012 di: mezzocielo

I diriitti delle donne non sempre avanzano all’unisono con i diritti generali. Questa considerazione potrebbe farsi, riflettendo sugli avvenimenti recenti (e meno recenti) dell’Egitto. Dopo la cosiddetta “primavera araba” contro il dittatore Mubarak, è stata eletta in Egitto l’assemblea  per scrivere la nuova costituzione. L’assemblea è composta da 100 membri, la maggioranza dei quali è risultata costituita dai fratelli musulmani (islamisti moderati) e  dai salafiti (islamisti estremisti). I laici democratici sono risultati in minoranza.  I primi due gruppi chiedono oggi la eliminazione delle “leggi di Suzanne”,  provvedimenti che – sotto la spinta della moglie di Mubarak,  fattasi interprete e  portavoce delle donne egiziane – avevano gli anni scorsi recepito alcune rivendicazioni femminili. Tra queste: la proibizione dei matrimoni precoci (divieto di sposarsi prima dei 18 anni), la condanna delle mutilazioni genitali, il possibile affidamento dei figli maschi  alle donne divorziate, fino all’età di 15 anni. Inoltre un passo della  legislazione affermava  “l’obbligo dello stato a cercare la parità dei diritti tra i sessi”. L’attuale  maggioranza chiede oggi di cancellare sia  la condanna delle mutilazioni genitali,  che dovrebbero  essere considerate  “questioni private”, sia l’affermazione dell’obbligo statale a ricercare la “parità tra i sessi”, considerato un  “atto antislamico”.   Molte di noi non sapevano della esistenza e dell’impegno femminista e liberale di Suzanne Mubarak, e ce ne dispiace. Ci auguriamo che le donne egiziane impediranno la cancellazione delle loro parziali conquiste.

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